Scene di ordinaria follia
Domenica mattina.
I parenti a pranzo.
Mio cugino di sei anni si aggira per la casa come un’anima in pena rifiutandosi di sedersi a tavola. Poi si siede, giocando col Game Boy: non sia mai si annoiasse.
ZIO: Alessandro, conto fino a zero, poi vengo!
ALE: Zero viene prima di uno. (gioca col Game Boy)
ZIO: Che c’entra?
ALE: Il bersaglio!
ZIO: Che dici?
ALE: Hai detto che centra. Centra il bersaglio.
ZIO: Mangia, Ale!
(Ale mangia: primo, secondo, contorno, frutta no, dolce, dolce, dolce, dolce, gelato, gelato, gelato, poi si alza)
ALE (tono lamentoso, come se chiedesse la carità): Posso avere un altro tozzo di pane?
ZIO: ‘Sta fermo!
ALE: Pure raffermo me lo vuoi dare?
ZIO: Sto sentendo il telegiornale: è esploso lo Shuttle! Sono tutti morti.
ALE: Hanno sofferto molto, quando sono morti?
ZIO: Non se ne sono nemmeno accorti!
ALE: Ah! Allora credono di essere ancora vivi?
ZIO: Alessandro, per favore, vai di là a vedere se ci sei! (il bambino va di là, poi torna di qua)
ALE: Sì, ci sono!
ZIO: Ma come fai ad essere di là se sei di qua? Vai di là a guardare meglio!
ALE: (va di là, poi torna di qua) Sì, sì, ci sono proprio, ci sono. Mi sono pure chiamato!
ZIO: Ah ti sei chiamato? E che ti sei detto?
ALE: Alessaaaaaaaaaandroooooooooo!
ZIO: E ti ha risposto?
ALE: Chi?
ZIO: Alessandro!
ALE: No, non c’era!
ZIO: Allora lo vedi che avevo ragione io? Che non c’eri di là, infatti stai di qua!
ALE: Ma quando sono andato a vedere se c’ero, mi sono trovato!
Squilla il telefono, vado a rispondere.
IO: Pronto?
NONNA: Chi è?
IO: Come chi è? Sono io nonna!
NONNA: E che ci fai là?
IO: È casa mia nonna!
NONNA: E ci sei anche tu?
IO: (Tono tra il rassegnato, il sardonico e l’esasperato) No, nonna, io non ci sono!
NONNA: Ah non ci sei? E dove stai?
IO: Qua!
NONNA: Dove qua?
IO: A casa, nonna!
NONNA: Chi c’è?
IO: Ci sono tutti. Ale sta di là a vedere se c’è!
NONNA: E c’è?
IO: Chi?
NONNA: Alessandro!
IO: Pare proprio di sì.
MAMMA (dal salotto): Chi è?
IO: La nonna, mamma!
MAMMA: Passamela!
IO (felice): Ti passo mamma, nonna!
NONNA: Dove me la passi?
IO: Per telefono!
NONNA: E come si fa?
IO: Buona Notte, nonna.
NONNA: Sono solo le quattro del pomeriggio.
IO: Ciao, nonna.
ZIO: Stanotte è luna piena.
ALE: Io dormo all’una piena.
IO: Ale, ti prego!
ALE: Mi preghi cosa?
IO: ‘Sta zitto, un po’!
ZIO: Sì, Ale, sciò, capito Ale? Sciò, Ale, sciò, sciò!
ALE: Eh! Vabbè sto già scioendo! (se ne va)
(Fortunatamente, dopo un po’ scioano tutti, Game Boy compreso)
IO: (guardando anelante la strada di sotto): Ora mi ammazzo, mi butto giù, giù dall’ammezzato, ma che mi butto a fare? Che tanto dall’ammezzato mica mi ammazzo, al massimo mi ammezzo.

