Un come: l’ora illegale
Hanno iniziato
portando avanti gli orologi
appena di un’ora. A pena.
L’alibi, è stato
il risparmio energetico.
Come se si trattasse di qualcosa
da gestire, ottimizzando.
Poi, hanno reso impossibili le ore
in una corsa di fegato e cuore.
Fegato e cuore. Al macello. Con un badge
per segnalare eventuali quanto
improbabili assenze.
Gli uteri, di conseguenza
sono quasi tutti impazziti
come le lancette nei pantaloni
dei maschi. E le [...]
E’ quasi ora
Ci sarà un tempo anche noi.
Intanto riordino la cucina
quasi quasi lavo anche i piatti.
Poi, doccia, crema,
un po’ di cielo sugli occhi
e indosso il vestito
quello cui ho tolto le pieghe
con tutta la cura che potevo.
E cercherò di fare prima
di ogni possibile. Prima.
Tu, non dimenticare i pomodori
e i comodini. Ci sarà il tempo
anche per noi. E forse [...]
Le sigma non soddisfano i massimi ammissibili
Tags: Francesca Pellegrino
Come da normativa
si procede alla verifica
degli stati limite.
Di fatto, si riscontrano
variazioni di pendenza – a sinistra
certamente provocate dalla naturale
inclinazione della struttura
a perdonare.
Tutta colpa del momento critico
alla distanza. Dal sogno.
Le tensioni ammissibili della struttura, sono da verificare
Tags: Francesca Pellegrino
A proposito d’amore
ho armato di ferro
tutte le mie fragilità:
mille diametri di me, ogni passo.
Avrò cura, giuro, di ogni crepa
compresa la manutenzione
dell’acqua nei giunti
che allunga di memorie le mie età
e non dimentica
il talento dell’inverno
di fare la primavera delle api
dentro i fiori. A marzo.
Le mie scarpe, hanno più fegato di me.
C’è stato un tempo in cui
il lavoro di una scarpiera
sarebbe stato un lavoro inutile:
ognuno aveva uno e uno solo
paio di scarpe
quattrostagioni – sempre ai piedi
a meno che non si dormisse
il sogno scalzo, la notte.
Ora ho tante scarpe
un paio per ogni sogno andato a male
compreso quelle
che non ho mai avuto il coraggio
di indossare.
E arcipelaghi di scarpiere [...]
La libertà, è un lusso per pochi
Si inseguono primavere
di fretta, di corsa, fuggendo
l’ultimo inverno, quasi
e una rondine stamattina
me la sono ritrovata sugli occhi
e non era più freddo, addosso.
Altrove, un cavallo brado
si lascia portare dal vento
e solo quello – nitrendo la forza
di essere istinto. Eppure
qualcuno crede, che la libertà
sia soltanto un come.
Non c’è albicocco senza spine
Non è l’albicocca
che decide di cadere
ma la sua stagione
C’è una collana da finire
occhi incollati al cielo
aspettandomi rondini e fiori
Intanto mi gioco le dita
nelle tasche vuote
e rilancio un altro sogno, di me
che la fretta è un fiore
che brucia bruchi di neve
sui rami. E scompare.
7 e Punto
Stamattina per colazione
c’è nostalgia tagliata a fette
e marmellata fatta in casa
con le albicocche cadute mature
dall’abero qualche secolo fa.
La moka, sbuffa sul fornello
l’ennesimo sbadiglio
e il kajal temperato benissimo
aspetta di fuggire
un’altra corsia di sorpasso
sull’occhio destro.
Facendo attenzione
di farla uguale a sinistra.
La signora di fronte
sbatte la tovaglia di briciole
dalla finestra.
Le mezze stagioni, non esistono più
Guardo a terra da stamattina.
Cerco. Cerco da che gli orologi
hanno strillato un altro sole
diverso. Pare che stiano iniziando
ad impollinare rugiade
i fiori – scosse di assestamento
a marzo - la più vecchia storia del mondo.
La mia.
Dal canto mio
sudo freddo l’ora esatta
di questo mese – Pazza – di tutti
gli interessi maturati
per quelli prima.
La primavera negli occhi
scalcia puttana, figli d’assenza.
Poi, [...]






