L’imbalsamatrice di Mary B. Tolusso
by Gianni Montieri il 30 gen 2010, in libri da leggere

Ho sorriso chiudendo il libro. Ho sorriso quando l’ho riposto in libreria, ignorando ordini più o meno alfabetici, accanto ai libri di Welsh. Il sorriso è quello di un lettore soddisfatto ma anche qualcosa in più. A me pare di aver trovato qualcosa di nuovo nel panorama letterario italiano (non solo femminile). L’imbalsamatrice, di Mary B. Tolusso, è romanzo veloce, tagliente, ironico, mai banale. Lo stile di Mary B. è riconducibile ai ritmi dinamici di molti scrittori americani o anglosassoni. Mi vengono in mente Welsh per la velocità dei dialoghi, Palahniuk per l’ironia acuta e tagliente, per i graffi. La Paley e P. Roth per l’intensità che dietro una battuta cela uno sguardo che scandaglia molto a fondo. La Tolusso, però, ha un suo stile assolutamente riconoscibile che spero di incrociare a lungo in giro per librerie.
La protagonista è N. professione: imbalsamatrice.
N., bisessuale, si muove in questa Trieste che pare quasi ferma. Si muove a 200 all’ora. Di giorno lavora in un’agenzia di pompe funebri, rende belli i morti per l’ultimo viaggio. Con i morti ci parla con la stessa schiettezza con cui per il resto del tempo devasta le persone che le stanno intorno. N. è una donna viva che nasconde insicurezze, sofferenze, dubbi, pene d’amore nell’unica maniera che conosce: attaccando.
Ferisce chi le è vicino forse per proteggersi, per evitare di guardarsi dentro. E di notte si consuma, quasi si droga, di sesso. Personaggio complesso N. . Donna in fuga. In fuga dal ricordo del padre del quale si percepisce una dolorosa mancanza. In fuga dalla presenza della madre alla quale non perdona qualcosa, forse l’essere rimasta viva. In fuga dal grande amore. Rovinare prima per non star male dopo, sembra essere la chiave di lettura. Prima che mi faccia a pezzi qualcosa la distruggo io.
Troviamo poi: il professore (il grande amore), Lisa (la mia preferita), Beatrice, Chiara, Diego, Livio (mai più senza). Tutti personaggi disegnati molto bene. Assolutamente credibili.
Un bel romanzo, che si può leggere ovunque. A letto, in metropolitana, al cesso o sul divano. Ho provato in tutti e quattro i posti.
Consigliato.
@ L’imbalsamatrice di Mary B. Tolusso – ed. Gaffi
@ recensione di Gianni Montieri

gennaio 30th, 2010 on 15:45
Sono molto curiosa di leggerlo.
Corro alla Feltrinelli casertana e poi attendo marzo per l’autografo e la dedica
gennaio 31st, 2010 on 17:06
bravo gianni, concondo con quanto scrivi, io aggiungerei anche romain gary, per l’arguzia che non serve come antidolorifico ma per stanare le sciocchezze quotidiane fatte passare per grandi temi.
sto ancora leggendo, ma ne scriverò.
elio
gennaio 31st, 2010 on 18:28
hai ragione elio, il nostro romain. un altro grande.
grazie del passaggio
gennaio 31st, 2010 on 22:52
apperò! L’immagine in copertina non mi è nuova.
A presto Gianni, un beso
antoscarperosse
febbraio 1st, 2010 on 00:04
l’antoooooooooooooo ciao….
un bacio.
il libro è bello
febbraio 1st, 2010 on 00:39
no elio romain gary è davvero troppo! grazie gianni è bella la tua lettura, priva di retorica nonostante l’affetto.
febbraio 1st, 2010 on 12:01
ciao mb, ho cercato di scrivere ciò che penso nella maniera più sintetica possibile (che è quella a me più congeniale)…cercando di evitare la retorica (in agguato). Mi pare di esserci riuscito.
baci