Antonella Facchinelli – poesie
by Gianni Montieri il 13 apr 2010, in Poesia

ospite Antonella Facchinelli e le sue poesie
E’ una nuvola davanti alla luna che protegge gli occhi
E a cosa pensi? Ma niente, solo a questo buco nel cuore
che fa passare l’aria e fa volare tutto a destra e a manca.
Ma passa anche la luce che squarcia il petto
e polline ed api s’infilano, fanno calore sul pericardio.
E noi? Noi qui, a reggerci un poco le ali
a cucirci le schiene per non cadere di naso
a dirci che abbiamo proprio indovinato tutto
e non perdiamo più la voce a chiamarci.
Prato
Sublime
il verso nascosto nella zolla
il polline raccolto
da una scia di lumaca, una nuvola
impigliata tra i rami
(Vuol entrare il verde
muove le gambe, le braccia
incontra la pazienza di uno stelo)
accosto l’orecchio ed ascolto
sul filo d’erba
la direzione del caos.
Divento vento
Ora mi affido a te
senza puntelli precari
né comode poltrone in prima fila.
Sarò quel che di vero so
una parola troppo schietta
un dolce profilo in ombra
che fende l’aria, confonde
il mio silenzio.
Starò diritta in piedi spinta dal vento
e quale sarà la direzione
avrò sempre la vela pronta
il timone saldo nel pugno
un sogno caldo e un posto
da dove ripartire.
Tutto bene
Amo il tuo passo lento ed infantile
sugli alti ciuffi d’erba, lungo i fossi.
Il tuo giardino spoglio d’ogni misura
le rondini dal petto bianco sopra
le voci dell’acqua, i fili elettrici.
Lenta in silenzio ogni parola
scivola sul mio corpo
al centro delle ali fortifica ogni fibra.
E chiudo gli occhi
ritrovo il sole mentre qui piove, però
va tutto bene.
Prima del sonno
Ho un libro sotto alla gamba del letto
pareggia le sere sghembe
quelle che affondano sui cuscini
e soffiano sul viso
la fragile armonia del buio.
Ho un sonno senza profilo, piatto
il risveglio è sempre allineato.
silenzi e segreti spianano
le pieghe delle coperte
e in questa calma piatta trafugo
l’onesto incedere del giorno.
Datemi poche ore
Datemi, datemi solo poche ore
voglio guardare voglio nominare,
toccare e infine credere
che se mi stanco gli occhi
sopra le pietre battute o sopra
un vago vapore d’alba e di rugiada,
se mi stordisco all’urlo
della ginestra in fioritura
risento sbocciare, sento rovistare
quel rapido fluir di sangue e creta
impetuoso, m’ancor di più disarginato
dal clivo di questa condanna.
Rotola su quest’amore così sgargiante
l’accumulo di vita, il sonno strozzato
offeso d’avide radici senza tronco
e lascia dentro me in carne accesa
mille lune riflesse, gli spazi agitati
d’un cielo che cammina.
@inediti di antonella facchinelli

aprile 13th, 2010 on 15:36
Starò diritta in piedi spinta dal vento
e quale sarà la direzione
avrò sempre la vela pronta
il timone saldo nel pugno
un sogno caldo e un posto
da dove ripartire.
non c’è che dire…. dice da sé e bene, molto bene.
aprile 14th, 2010 on 00:17
la Anto e le sue “piccole” perle, le meraviglie del microcosmo e quel niente che tutto s-compone…
un abbraccio e a presto!
aprile 14th, 2010 on 09:51
grazie Gianni…e mi commuovo ogni volta a rileggermi
sapendo poi che ci sono amici come te, voi con cui condividere
un abbraccio
aprile 14th, 2010 on 16:13
Ma qui c’è l’Antoooooo.
)
Che belle le tue sere sghembe… servono davvero tanto i libri
Un abbraccio
aprile 19th, 2010 on 11:41
Sono davvero delle perle. Grazie Gianni (e un bacio alla Anto)
aprile 20th, 2010 on 11:21
grazie ragazze…e soprattutto grazie all’anto
aprile 25th, 2010 on 17:48
grazie a te bel giovane
ciao
anto