Poetry slam di mestre – miei testi
by Gianni Montieri il 15 giu 2010, in Poesia

1)
Certi giorni c’era un mare di mezzo
lui fermo sulla spiaggia a contarsi le paure
lei chissà dove, in una rete di pensieri
i pescatori non uscivano
e non era brutto tempo, erano i pesci
pesci che non c’erano più
scomparsi i tonni, i pescespada
nessuna notizia di frattaglie, saraghi e alici
per non parlare dei merluzzi
quello a guardar bene non era proprio un male
c’era stato un tempo di rastrelli, palette
di castelli di sabbia, sabbia umida
teoremi di baci e creme applicate
tempi in cui il mare faceva il mare:
mutava il colore a seconda dei riflessi
faceva alta e bassa marea
e potrei giurarlo: bagnava
allora lei gli parlava, lo guardava inclinando
la testa in quel modo che era suo soltanto
lo teneva stretto, hai presente?
Quelle volte il mare sapeva stare al suo posto
stando loro di fronte o piuttosto di fianco.
2)
L’ORA DEL BAGNO
Del mare ricordo una finestra
vernice scrostata sulle imposte
stranieri fermi ai rondò
in attesa di carico
per lavori da mezza giornata
dietro il mare: la statale
lunga fino al Lazio
macchine con brava gente in coda
per le ragazzine, per scopare
il lungomare una sterpaglia
baracche, case mai finite
cartelli divelti e zanzare
prima di un lido, un morto ammazzato
ricordo questo del mio mare
e altro ancora
io e mia sorella ridevamo sempre
come fanno i bambini al mare
per noi contava soltanto l’ora
in cui entrare in acqua
qualunque fosse il suo colore
non ho mai visto gabbiani sul mio mare
qualche volta aquiloni colorati: bellissimi.
3)
Di una sera, di un cambio di clima
Faceva buio dietro il promontorio
più giù lungo l’arenile
insieme ad ombrelloni accatastati
sbiadivano i contorni di un’estate
sfumando in una schiena sul pontile
-il capolinea-
la sabbia si adeguava
disperdendo con le impronte
le tracce di luglio – di noi –
alla mia sinistra: il mare
l’ultimo punto fermo.
4)
BACI DAL SALENTO
Il mare mi serve
così come l’inerpicarsi delle curve
sulla strada fra Leuca e Otranto
ho bisogno di tenere la sinistra
a contatto con la roccia
e l’occhio aperto sopra l’acqua
un’alternanza di strapiombi
-Castro è una luce inattesa-
accosto al parapetto con prudenza
spettatore immobile.
5)
VENTO
Non hanno destino queste prue
appoggiate ai lati del palco
questo mare, al momento,
da non solcare
l’uomo in barba bianca e occhiali
ha la voce bassa, d’altra timidezza
non è uno da applausi
sarà il vento del porto
ma quel che dice arriva dritto
-conforta-
noi stiamo seduti, non andiamo
contiamo nelle nostre storie da un minuto
ancorati ad un canto fuori tempo.
6)
PROMEMORIA
Imparassimo almeno dalle foglie
cadere nella stagione giusta
mantenendo un tono di decoro
la scelta del colore
non essere bandiere
vittime del vento
di prematuri cambi d’opinione
-chiedersi del volo-
fuori dallo stormo come l’aquila
o l’armonico motivo del migrare
davanti al mare
per una volta non accontentarsi.
testo al buio allo scontro finale :
7)
RESTYLING
Di questi tempi è pieno di gru
la città si espande verso l’alto
da ottomila al metro quadro
(non ci sfioriamo, non ci parliamo
gli extracomunitari puzzano
la 90 prendila tu)
anche Marta va in analisi
non cena mai al cinese
“vai a sapere che ci mettono in quei fritti”
Milano sarà perfetta, in tempo per l’expo
piazza Duomo ripulita ancora più rettangolare
-via i piccioni, via i neri e i braccialetti-
stamattina ci siamo salutati
ti ho detto ciao, mi hai dato un bacio
io uno zaino, tu una borsa
io Londra, tu altrove
cos’ha Milano che non va?
testi 1,2,3,4 inediti
testi 5/6/7 tratti da futuro semplice – lietocolle 2010
@ gianni montieri
