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AA.VV. poetarum silva –

by Gianni Montieri il 28 lug 2010, in Poesia

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E’ uscita da poco l’antologia figlia (o madre) del blog letterario collettivo Poetarum Silva.
E’ la solita antologia che non porta da nessuna parte? E’ un progetto? Un’idea destinata a crescere? Un manifesto? Forse niente di tutto questo, le definizioni sono eccessive o restrittive ma sono definizioni.
Io dico che questo è il nostro modo di venirvela a raccontare. Farvi sentire la forza delle parole. Che sia prosa o poesia è un tentativo di venirvi a cercare, speriamo di essere abbastanza bravi da trovarvi. Ci abbiamo messo convinzione e onestà e nessuna spocchia.
Ora sta a voi, leggeteci, cercate il libro o venite a leggerci sul nostro blog

gianni montieri

i testi (prosa e poesia) sono di:
Alessandro Assiri, Cristina Bove, Enzo Campi, Giovanni Campi, Natàlia Castaldi, Giovanni Catalano, Stefania Crozzoletti, Glo’ D’alessandro, Luigi Di Costanzo, Gabriella Garofalo, Federica Gramiccia, Vincenzo Mancuso, Luciano Mazziotta, Silvia Molesini, Arturo Moll, Gianni Montieri, Andrea Pomella, Anna Maria Salvini, Antonella Taravella, Antonella Troisi.

 

ALESSANDRO ASSIRI

ho un mondo per bastarti
lo coloro a bassa voce
con gli alberi e i serpenti
per fare spazio al corpo
si è frugato la memoria
qualcuno ha perso un figlio
o una pagina di storia

 

GIOVANNI CATALANO

Le lenzuola di flanella

Quando dei volti amati
si perderanno i tratti e resteranno
le stanze senza musica

o nella cenere delle mansarde
le borse di pelle
piene di carte di giornale
accartocciate,
i due cappelli di lana,
un vecchio abete artificiale.

Nemmeno noi
che di questa vita
abbiamo amato gli angoli
e nella notte gli altri
poco prima di svegliarsi.

Persino noi,
la stessa distanza.

Piegati in due
a far combaciare i lembi
tra l’indice e il pollice

e un passo contro l’altro,
in due, in quattro, in otto.

 

STEFANIA CROZZOLETTI

QUESTO STARE

Tra i confini del mio territorio
rimango, animale a sangue freddo
e gelida ti chiedo se sia
- questo stare – conquista
o resa truccata
con i colori del sonno.

Ho deposto da qualche parte
piccole uova – tiepide -
le ritroverò spaccate
gusci estranei al contenuto.
Basterà guardare il risultato senza
parlare o rivendicare meriti.

La mancanza è finalmente disegnata.
Riconosciuta.
Credere è una debolezza.

 

GIANNI MONTIERI

AVREI VOLUTO

Io poi
avrei voluto scrivere qualcosa
sui ragazzi di Torino
saper descrivere le facce

essere dentro le parole
fra i rumori delle macchine:
(La tredicesima in arrivo
la piccola è cresciuta
il natale è per loro…
fa un caldo boia qui dentro
si schiatta….)

avrei voluto vederli arrivare
alla fine del turno
sporchi e pieni di fatica
trascinarsi alla fermata
sorridere sulla soglia
- faccio la doccia e arrivo –
- ti aspetto amore mio

ti aspetto – .

(ai morti della Thyssen)

 

ANNA SALVINI

Stabilire la dinamica dell’esserci
come sostare in curva
al prossimo temporale

la forza d’urto alla reazione
della vita, il cedimento sulla porta
tutta la grazia elastica del sangue

(attimo in cui l’avvenire vince l’attrito)

La meccanica del sorriso
non è un dejà-vu
regola, applicazione

è pura eccezione ad ogni accenno
di bonaccia
un vetro spiaggiato, qualcosa
che nell’andare resta.

 

SILVIA MOLESINI

Suonelli, gingillini.
Una crescita ardente.
Dove andavano dunque i bambini?

Ripetizioni sincere e
santi numi.
Ridiventavano dentr’in fiore sbocci.

Ah l’avessi saputo che
non c’entrava più
me ne sarei staccato liberamente

e l’isola epossidica de
divenire pertinente sente
un grande desiderio in contro.

Ma l’isola l’isola
l’isola
incroccata nell’antro furente

quanti anni diceva che aveva
l’isola
nel sacrato continente

dopodiché se ne andava
a firmare le carte e a deporre
niente niente

un po’ di me?
Paciugo inglorioso
asfittica e pastoia

dente di cane e dente
di leone.
E latte di gallina, toh

che si sappia! l’arlecchina
blu sorella e musa del
bel poeta muto

le giunga al cuore l’urto.


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