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Corale per Opera Prima – AA.VV.
by Gianni Montieri on giu.08, 2010, under Poesia

antologia per festeggiare i 25 anni di Lietocolle – 87 autori che hanno realizzato la loro opera prima con la casa editrice di faloppio. qui alcuni testi:
Gianni Montieri
CON-TATTO (a M. e D.)
Scopriamo margini di solitudine, nervi a contatto
riflessioni da commettere davanti a specchi opachi
e ancora tanta dolcezza al fuoco
conosco una donna che emigrerà al contrario
un sorriso diretto senza scali e gli occhi
dell’uomo che l’aspetta colmi di sostanza
c’è un miramare adesso
e questa muta di cani
una speranza sguinzagliata
appena in tempo fuori dal cortile.
Anna Toscano
MARZO CON LA NEVE
La neve di marzo è come
la tua orma sulle mie lenzuola,
una euforia interrotta
l’eco di un silenzio.
La neve a marzo è prendere
la panna con le mani,
leccare il cucchiaio dell’impasto
uvette sparse sul tavolo.
Marzo con la neve è assopirsi
nel calore della tua parte di letto,
e svegliarsi con la primavera
impigliata tra i capelli.
Carla Saracino
Una volta sono stato amato
dentro un canneto fatto di sole
che s’appiccava, come un camino vuoto
d’estate sa essere il particolare d’una casa
in vendita.
Sono stato amato molto. E molto ho
dovuto disobbedire a me stesso per mettere
in parola quell’ansia d’essere diventato amante.
Luca Baldoni
LETTURA D’INFANZIA: LA REGINA DELLE NEVI
Sogno gelato in cui un bambino
bello dai capelli lunghi e neri
in un enorme salone abbandonato
non riusciva più a comporre
le cifre del suo nome.
Marco Annicchiarico
SETTE E QUARANTA
Uscire dalla città
costa poco,
solo il pedaggio
del risveglio
e qualche pensiero
di seconda mano.
Ai lati, fiori di pesco
e case popolari.
Io per primo,
quando passo,
giro lo sguardo
dalla parte che non aspetta.
Se solo fosse più tardi,
ti chiamerei,
inventando il nome
e insieme
la strada per tornare.
Anna Ruotolo
DISSI “RACCONTAMI UNA STORIA”
E MANUELA COMINCIO…
Stacchi la mano del codino
che hai rigirato per minuti
tra le tue dita minuscole e chiare,
lanci le parole contro di me
e si alza una polvere di lucciole,
sparito il mare dietro la tua piccola
nuca, contro i miei occhi si rifà
per tremori e ed ombre siderali.
Eppure sostiamo in un vialetto conosciuto,
c’è la nostra jeep, le luminarie dei lidi
qualche gelato che profuma la bocca
ma dici le storie come l’apparizione celeste
le eclissi, gli impercettibili movimenti
della crosta, la corsa e la morte di una stella.
Come avrei voluto sentirmi raccontare così
questa, l’altra, ogni vita sulla terra.
Salvatore Sblando
COME NOI
Concedo tutto me stesso ad una passeggiata
di portici e schiamazzi, di profumi ed erbe
di vento e di bandiere.
Siamo in questo esistere di cose non dette
un garbuglio di giochi e silenzi
nell’abbandono di un’apparenza disattesa
Parliamo di strade, fra mendici e rimandi
di vento, solitudini d’asfalto e sigarette.
Preghiamo ché sia la distanza
l’inappetenza del destino a renderci
singolare moltitudine fra specchi deformati
E che non sia la curva di una rotaia
ad indicarci la precisa direzione.
Silvia Rosa
ISTRUZIONI PER L’USO
Spogliami lentamente
sfilami prima il nome
poi il cuore
in ultimo strappami via la mente.
Ricorda di starmi sulla pelle
in verticale
premendo come peso a piombo
tra le cosce sullo sterno
aderendo bene al solco vivo
del volto.
Ondeggia sempre dalla parte
opposta alla mia direzione,
non cedere alla tentazione
di un rotondo abbraccio
mantieni la tua forma
la linea nera di demarcazione.
Chiudi sempre ogni porta:
si capisce che se scappo
tu non puoi restare
del resto non si è mai vista
un’Ombra
senza nulla da macchiare.
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