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RITARDI
by Gianni Montieri on ago.16, 2010, under Poesia

Le cose da dire
davanti a treni in partenza
quando la folla sui i binari
l’imbarazzo di un saluto
rendono le mezze frasi
più facili da sopportare
quando l’annuncio di un ritardo
copre le voci e la fretta
evita lo scandaglio di uno sguardo
e allora baci, saluti
“ti metto su la borsa”
“chiama quando arrivi”
“a presto”
e correre via alla metro
riservare tutto a un altro tempo
che non verrà.
@ gianni montieri – inediti 2010
Ago e filo (inedito 2010)
by Gianni Montieri on giu.28, 2010, under Poesia

Rammento e poco più giù rammendo
piccoli tagli, scuciture, fori d’entrata
dalla finestra vedo un albero in fiore
salire su un muro color mattone
e questo (come non saprei spiegarlo)
mi pare un segnale, un’intenzione
metto in ordine la stanza, spolvero
ieri sera non hai telefonato, non importa
sei così presente, talmente ovunque
che sentirti o non sentirti non cambia
lo stato delle cose, il ritmo irregolare,
lo sciogliersi del sangue
con la scopa tiro via
le ragnatele ma lascio stare i ragni
credo portino bene. Ho spostato le tue maglie
ora hai un ripiano intero e tutto me
il pavimento è da lavare o basterà spazzarlo?
E dietro questa avrei altre domande:
il nuovo di Pusterla è bello come sembra?
Tu questo venerdì arriverai? Intanto
almeno la pioggia ha smesso di cadere
io mi sposto in mutande sul divano
in preda a qualche dubbio.
@gianni montieri giugno 2010
Anna Maria Carpi – poesia
by Gianni Montieri on giu.23, 2010, under Poesia
Ieri su City, è stata pubblicata una bellissima poesia di Anna Maria Carpi. Me ne sono innamorato.
Qui sul mio tavolo:
ho la luce accesa,
una tazza tedesca di Bayreuth,
la biro e nella scatola
che ho foderato io di carta a fiori
la gomma e il temperino
il rotolo di scotch la cucitrice,
Rapid One, è svedese.
Guardali, ad uno ad uno,
non pensare, non muoverti.
Solo un metro più sotto
c’è la disperazione.
Ancora un’ora, poi berrai qualcosa,
poi guarderai le mail, il telegiornale,
poi qualcuno telefona.
@ Anna Maria Carpi
Rumeni – Anna Lamberti-Bocconi
by Gianni Montieri on giu.18, 2010, under libri da leggere, racconti

Rumeni, questo bel romanzo di Anna Lamberti-Bocconi, compie un anno. Festeggio anna e il libro riproponendo la recensione che scrissi un anno fa. buon compleanno.
Appena finito di leggere il libro ho inviato un sms ad Anna, l’autrice (peccato non aver potuto fare lo stesso con Roth dopo aver finito Pastorale Americana) e le ho scritto, quasi senza pensare, che le sue storie sono un viaggio con l’inevitabile. Il necessario. A qualche ora di distanza ho capito perché.
Le storie di “Rumeni” sono le nostre. Sono gli incontri ogni giorno possibili. Gli sguardi che accuratamente evitiamo di incrociare per ignoranza e paura, che poi a guardare bene sono la stessa cosa. Leggendo il titolo del libro il primo accostamento che fa la mente pigra è : clandestino o, per i più contorti: clandestino-stupratore. Beh, non è un libro su questo e nemmeno sull’immigrazione.
Sono racconti di incontri spesso veloci, bruschi, con ragazzi che vengono da un passato che non ci conviene. Ognuno di questi ragazzi, ogni gesto, reazione, parola, silenzio, lascia dentro chi legge un segno e rimanda ad un senso di colpa che non possiamo fare a meno di provare. Una grande tenerezza.
C’è la rissa, il ladruncolo, il sesso veloce, la stretta di mano, il gesto gentile, l’arroganza che qui è un’altra paura, la voglia di stare al mondo.
Anna scrive bene, molto bene. Anna si mette dentro le storie, se le fa passare addosso, se ne fa sconvolgere. Anna prova a comprendere.
L’inevitabile non è dover fare i conti con gli stranieri che arriveranno sempre di più. L’inevitabile è fare i conti con le solitudini degli altri che sono come le nostre: terribili. Necessario è sapere che rifiutare di conoscere, capire, le ragioni dell’altro è perdere un buon motivo per stare al mondo. Rintanarci non ci salverà, anzi.
E’ stata una lettura bella, fin troppo veloce. Alla fine avrei voluto ancora un paio di storie. Sapere, ad esempio, che fine ha fatto Mario o dove sarà Cristina adesso. Poi ho pensato di uscire per andare a cercarli. Cielo azzurro su Milano, oggi.
@ Anna Lamberti-Bocconi – Rumeni – ed. Stampa Alternativa – 2009
@recensione di Gianni Montieri
Corale per Opera Prima – AA.VV.
by Gianni Montieri on giu.08, 2010, under Poesia, eventi

antologia per festeggiare i 25 anni di Lietocolle – 87 autori che hanno realizzato la loro opera prima con la casa editrice di faloppio. qui alcuni testi:
Gianni Montieri
CON-TATTO (a M. e D.)
Scopriamo margini di solitudine, nervi a contatto
riflessioni da commettere davanti a specchi opachi
e ancora tanta dolcezza al fuoco
conosco una donna che emigrerà al contrario
un sorriso diretto senza scali e gli occhi
dell’uomo che l’aspetta colmi di sostanza
c’è un miramare adesso
e questa muta di cani
una speranza sguinzagliata
appena in tempo fuori dal cortile.
Anna Toscano
MARZO CON LA NEVE
La neve di marzo è come
la tua orma sulle mie lenzuola,
una euforia interrotta
l’eco di un silenzio.
La neve a marzo è prendere
la panna con le mani,
leccare il cucchiaio dell’impasto
uvette sparse sul tavolo.
Marzo con la neve è assopirsi
nel calore della tua parte di letto,
e svegliarsi con la primavera
impigliata tra i capelli.
Carla Saracino
Una volta sono stato amato
dentro un canneto fatto di sole
che s’appiccava, come un camino vuoto
d’estate sa essere il particolare d’una casa
in vendita.
Sono stato amato molto. E molto ho
dovuto disobbedire a me stesso per mettere
in parola quell’ansia d’essere diventato amante.
Luca Baldoni
LETTURA D’INFANZIA: LA REGINA DELLE NEVI
Sogno gelato in cui un bambino
bello dai capelli lunghi e neri
in un enorme salone abbandonato
non riusciva più a comporre
le cifre del suo nome.
Marco Annicchiarico
SETTE E QUARANTA
Uscire dalla città
costa poco,
solo il pedaggio
del risveglio
e qualche pensiero
di seconda mano.
Ai lati, fiori di pesco
e case popolari.
Io per primo,
quando passo,
giro lo sguardo
dalla parte che non aspetta.
Se solo fosse più tardi,
ti chiamerei,
inventando il nome
e insieme
la strada per tornare.
Anna Ruotolo
DISSI “RACCONTAMI UNA STORIA”
E MANUELA COMINCIO…
Stacchi la mano del codino
che hai rigirato per minuti
tra le tue dita minuscole e chiare,
lanci le parole contro di me
e si alza una polvere di lucciole,
sparito il mare dietro la tua piccola
nuca, contro i miei occhi si rifà
per tremori e ed ombre siderali.
Eppure sostiamo in un vialetto conosciuto,
c’è la nostra jeep, le luminarie dei lidi
qualche gelato che profuma la bocca
ma dici le storie come l’apparizione celeste
le eclissi, gli impercettibili movimenti
della crosta, la corsa e la morte di una stella.
Come avrei voluto sentirmi raccontare così
questa, l’altra, ogni vita sulla terra.
Salvatore Sblando
COME NOI
Concedo tutto me stesso ad una passeggiata
di portici e schiamazzi, di profumi ed erbe
di vento e di bandiere.
Siamo in questo esistere di cose non dette
un garbuglio di giochi e silenzi
nell’abbandono di un’apparenza disattesa
Parliamo di strade, fra mendici e rimandi
di vento, solitudini d’asfalto e sigarette.
Preghiamo ché sia la distanza
l’inappetenza del destino a renderci
singolare moltitudine fra specchi deformati
E che non sia la curva di una rotaia
ad indicarci la precisa direzione.
Silvia Rosa
ISTRUZIONI PER L’USO
Spogliami lentamente
sfilami prima il nome
poi il cuore
in ultimo strappami via la mente.
Ricorda di starmi sulla pelle
in verticale
premendo come peso a piombo
tra le cosce sullo sterno
aderendo bene al solco vivo
del volto.
Ondeggia sempre dalla parte
opposta alla mia direzione,
non cedere alla tentazione
di un rotondo abbraccio
mantieni la tua forma
la linea nera di demarcazione.
Chiudi sempre ogni porta:
si capisce che se scappo
tu non puoi restare
del resto non si è mai vista
un’Ombra
senza nulla da macchiare.
per ordinare il libro qui:
LIQUIDA (a A.T.)
by Gianni Montieri on mag.25, 2010, under Poesia

venezia
Mi parli di una città svenuta
movimenti lenti – silenzio -
il tuo mondo di sotto, notturno
da un balcone al sole
provo a immaginare
calli allagate, stivali da pescatore
qualcosa più in là
mi farei portare da te
a trovare la magia
le caviglie nell’acqua
e i tuoi occhi davanti.
@ gianni montieri – inediti
AVREI VOLUTO (in memoria dei morti della Thyssen)
by Gianni Montieri on apr.30, 2010, under Poesia
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Domani è il primo maggio festa del lavoro. Festeggiare e ricordare. Il mio modo per sottolineare l’importanza del lavoro, dei lavoratori e della sicurezza nelle fabbriche e nei cantieri è questo. “Avrei voluto” è una poesia d’amore, sì, scritta pochi giorni dopo il rogo terribile, l’omicidio degli operai della Thyssen. La propongo per la prima volta sul blog. E’ una poesia d’amore per ricordare. Buon 1° maggio a tutti.
Avrei voluto
Io poi
avrei voluto scrivere qualcosa
sui ragazzi di Torino
saper descrivere le facce
essere dentro le parole
fra i rumori delle macchine:
(La tredicesima in arrivo
la piccola è cresciuta
il natale è per loro…
fa un caldo boia qui dentro
si schiatta….)
avrei voluto vederli arrivare
alla fine del turno
sporchi e pieni di fatica
trascinarsi alla fermata
sorridere sulla soglia
- faccio la doccia e arrivo –
- ti aspetto amore mio
ti aspetto – .
@gianni montieri 2008
Giovanni Catalano e Gianni Montieri al SUD
by Gianni Montieri on apr.02, 2010, under Poesia, eventi

Vi aspettiamo giovedi 15 aprile al CIRCOLO CULTURALE SUD Via Corsico 5 -Milano ore 20,30. Nell’ambito dei fantastici “Giovedì di Sud” organizzati da Anna Lamberti-Bocconi, Francesca Genti e Luciano Mondini, Reading di poesia di Giovanni Catalano con IMMAGINATE LA RAGAZZA ed Lampi di Stampa e mio con FUTURO SEMPLICE ed. LietoColle.
Sarà una bella serata di poesia.
Futuro Semplice – on sale
by Gianni Montieri on mar.02, 2010, under Poesia, libri da leggere

Futuro Semplice – poesie – edizioni LietoColle. Il mio primo libro
per ordinare qui:
codice ISBN: 978-88-7848-546-4
in libreria :
Milano – Libreria del mondo offeso – c.so garibaldi 50
Napoli – Libreria il filo di partenope – via sapienza 4
Giugliano – Edicola/Cartoleria claudio – via A. Palumbo
librerie fiduciarie lietocolle
recensioni :
di R. Carifi per Poesia di Maggio 2010
di rossella renzi per Argonline
PARZIALMENTE TERRENI
Ci siamo spartiti molto
dissolto in lontananza il resto
tenendo bene in mente
la scelta fra l’andarsene e il sognare
non abbiamo imparato a pregare
accontentandoci dei nostri passi
del suono certo del tacco sull’asfalto
restare in una stanza vuota
a noi non è concesso
cerchiamo conforto nel rumore
-nel suono grezzo-
coltiviamo speranze in curva
non avendo mestiere per i rettilinei
nessuna competenza
sui tratti autostradali.
TERRA DI NESSUNO
Ti telefono da una retroguardia
un metro al di là della linea di confine .
E’ il 31 maggio di un altro secolo
un mattino bianco e distante
privo di contatto
-non c’è campo-
piuttosto terra arsa
ci attende un lungo giugno
lampi d’estate di cui avremmo fatto a meno.
RESTYLING
Di questi tempi è pieno di gru
la città si espande verso l’alto
da ottomila al metro quadro
(non ci sfioriamo, non ci parliamo
gli extracomunitari puzzano
la 90 prendila tu)
anche Marta va in analisi
non cena mai al cinese
“vai a sapere che ci mettono in quei fritti”
Milano sarà perfetta, in tempo per l’expo
piazza Duomo ripulita ancora più rettangolare
-via i piccioni, via i neri e i braccialetti-
stamattina ci siamo salutati
ti ho detto ciao, mi hai dato un bacio
io uno zaino, tu una borsa
io Londra, tu altrove
cos’ha Milano che non va?
Futuro semplice – gianni montieri – ed. lietocolle – febbraio 2010
Cara Cuscona – poesie inedite
by Gianni Montieri on feb.17, 2010, under Poesia

Vi propongo in lettura alcune poesie di Cara Cuscona. Cara, milanese, è spesso sospesa, nel suo viaggio poetico, fra materia e aria, la filosofia è il suo pane. E le poesie sono belle.
Attraversamento
Si vive una raccolta di piccole tracce
-di francobolli senza lettere -
ed è come camminare
con dolente delicatezza
sui sassi scivolosi di un fiume
che separano le sponde opposte.
Ed è terrena ciascuna delle rive,
reale l’acqua che lambisce entrambe,
solo la gru plumbea che vi si versa
è una falsa catena,
l’inanellarsi di segni alla deriva,
ciascuno cura e pena.
***
Un alcolista anonimo
Essere questo bicchiere.
Più cavità che altro,
più trasparenza che materiale.
Uno spettatore riflettente.
Tanto più terso il vetro,
non è detto che aumenti dentro
il chiarore d’acque,
piuttosto una disposizione
all’oro liquoroso,
al disequilibrio minimale
per rintracciare il sembiante.
Tue, le labbra che si accostano
bevendo sillabe fioche,
luci segnaletiche, malinconie,
sul ciglio delle strade.
Se mi trattengo sul bordo
è perché da sempre amo le balaustre.
Guardare giù
non è mai stato il mio forte:
la vertigine è una giostra che mi attrae
in profondità digradate.
Fosse,
bocche,
orbite,
il sesso delle donne,
tutto disegna
il mistero della morte,
unico gancio alla luce
il desiderio.
(un’ombra si scaglia sul muro
rosso del focolare)
***
L’arte di ricevere
Non ho misura né metro
ma un sistemare
preciso di calici vuoti
per ogni ospite atteso.
Più grande è il vuoto
dentro e attorno a ogni vetro,
più generosa è la donazione
di senso al limitare del segno.
Versi
ciascuno che legge
un vino diverso.
***
Casa e calici con cura
Non amo raccontare di me.
Nessuno sa quello che pubblico
su pareti di spogliatoi maschili,
quello che scrivo sulle schiene
a tradimento.
Appaio innocua.
Ma a volte quando mi spingo
dentro ai giardini da semina,
parlando appena,
alcuni passanti mi sfuggono,
pare che sappiano
a chi rispondo.
Compaio solo per anagrammi,
non firmo nulla.
Poi abbandono
ogni lettera sopra barchette di carta,
carezze incise in specchi d’acqua.
***
Il vizio di vivere
Tanto mi sei profondo nelle ossa:
midollo, aurora, sogno
-sei l’aria del tabacco-
aspirazione di gusto
avendone a cuore il vizio,
il gesto, il fuoco
e il risalire su in volute
ardenti di memoria.
***
@ poesie di cara cuscona – inediti
