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	<title>Inassenzadimetri &#187; gianni montieri</title>
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	<description>&#34;non c&#039;è ferro che possa trafiggere il cuore con più forza di un punto messo al posto giusto&#34; I. Babel</description>
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		<title>La pianta (tecniche di resistenza &#8211; prima parte)</title>
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		<pubDate>Tue, 17 Jan 2012 08:31:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gianni Montieri</dc:creator>
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La Pianta (tecniche di resistenza)
#1 La pianta, quella grassa, quella piccola, quella nel vaso piccolo rosso, quella l&#8217;ho salvata. l&#8217;ho portata in ufficio e sta sempre con me. basta poca acqua e un po&#8217; di luce.
#2 La pianta quella di cui parlavo, quella piccola, quella grassa, ma anche magra, quella nel vaso piccolino rosso, ecco, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://librariaonline.altervista.org/inassenzadimetri/wp-content/uploads/2012/01/tumblr_l4of51OWdU1qacu26o1_500-1-300x232.png" alt="tumblr_l4of51OWdU1qacu26o1_500 (1)" title="tumblr_l4of51OWdU1qacu26o1_500 (1)" width="300" height="232" class="alignleft size-medium wp-image-970" /></p>
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<p><strong>La Pianta (tecniche di resistenza)</strong></p>
<p>#1 La pianta, quella grassa, quella piccola, quella nel vaso piccolo rosso, quella l&#8217;ho salvata. l&#8217;ho portata in ufficio e sta sempre con me. basta poca acqua e un po&#8217; di luce.</p>
<p>#2 La pianta quella di cui parlavo, quella piccola, quella grassa, ma anche magra, quella nel vaso piccolino rosso, ecco, quella: ha retto anche l&#8217;ultimo weekend, se ne sta lì sulla scrivania, in ufficio, al sicuro, tra il portapenne del Che e il computer, più viva che mai, mi pare.</p>
<p>#3 La pianta, dicevamo, ha la forma di un cuore. Forma insolita per una pianta grassa ma anche magra. Ma, pensandoci, come idea, questa cosa della forma ben si addice al vaso piccolo, che è rosso, come sappiamo. Questa cosa della forma che poi è un cuore e quest’altra cosa della resistenza, della sua sopravvivenza, fa pensare ogni mattina, poco dopo le otto, che questa pianta, questo cuore grasso ma anche magro, pulsi.</p>
<p>#4 La pianta, nuovamente, nonostante l’ambiente ben poco accogliente, nonostante la finestra che (suo malgrado) non può che dare sul cortile interno, nonostante gli armadi vecchi di cinquant’anni, troppo marroni, di un marrone troppo scuro, nonostante le scartoffie, l’invadenza del mouse (che seppur mancino è una vita che uso con la destra ), nonostante i colleghi che vengono e vanno, e che a volte si fermano, nonostante questo e altro ancora, la pianta non si lamenta, non protesta. La pianta sa come stare, quando non dire, si aggrappa a quel po’ d’acqua e al suo vaso piccolo, che ricordiamo è rosso, e ce la fa.</p>
<p>#5 La pianta, dopotutto, adesso che è buio, che è notte, anche e soprattutto nel cortile interno, di cui sappiamo, alle spalle di piazza della Scala, la pianta dal suo canto, ha aspettato che quelli delle pulizie finissero, che anche l&#8217;ultimo ronzio dell&#8217;ultimo computer del palazzo terminasse, si è rimboccata appena appena il vaso (che ricordiamo essere piccolo e rosso) e ora dorme. La pianta che resiste un&#8217;altra notte, che aspetta domattina.</p>
<p>#6 La pianta, che poi a dirla tutta, a dirla bene, è una piantina ma che pur essendolo, nel suo minuscolo esistere, nel suo quasi impercettibile pulsare, dall’alto del suo vaso (che solo un superficiale chiamerebbe vasetto) (che è piccolo e sempre rosso), compie,nella sua totale umiltà di piccola pianta, degli atti di estrema saggezza. La pianta o piantina, come preferiamo, riesce a stare esattamente a metà tra la porta e la finestra, così che ogni tanto pare che la sua forma d’origine, che ricordiamoci è un cuore, diventi (a saperla guardare) quella di un orecchio pronto all’ascolto.</p>
<p>#7 La pianta, che in ultima analisi si era definita piantina, ma che preferiremmo continuare a chiamare pianta perché è di una certa statura. La pianta quindi resta “La pianta” e lo diciamo, tutti noi, con un certo orgoglio. La pianta, stamattina, mentre rifaceva il vaso (che è piccolo e rosso ma di un rosso lucido, dettaglio quest’ultimo che non dobbiamo trascurare), ha tenuto a precisare di non provenire da un vivaio alla moda ma nemmeno da un supermercato di periferia. La pianta ha detto, in un bisbiglio, nel suo dignitosissimo e regolare pulsare, ha detto di provenire dal reparto piante (essendo pianta) dell’Ikea. La pianta spiega che  questa sua tempra (che peraltro abbiamo già notato nei giorni scorsi) non matura dentro le sue radici nordiche ma dal fatto che la sua posizione, all’interno del negozio in questione, fosse poco prima dell’uscita, del deposito merci e delle casse, fosse quindi in uno scaffale poco frequentato, piuttosto di passaggio, da gente di corsa e ormai stanca, fosse su uno scaffale  da ultima speranza. La pianta messa lì dove stava, pur brillando nel suo vaso (piccolo ma rosso e lucido) poteva essere notata solo da chi nutriva altra speranza. La pianta questo ha detto stamattina poco dopo le otto e molto prima delle otto e mezza.</p>
<p>#8 La pianta, adesso che è tarda sera, adesso che comunque la si voglia guardare, la luce che filtra dal cortile interno è quel che è, la pianta, che ha un cuore e di un cuore ha la forma, rallenta il battito, lo adegua a quel piccolo bagliore che filtra dal cortile e tra le tende. La pianta sa che la notte di Milano, soprattutto se vista da una scrivania, che sta al secondo piano di un ufficio che a quest&#8217;ora è chiuso, è scura. Sa che essere piantata dentro il suo vaso (che anche a quest&#8217;ora ci fa il piacere di essere piccolo, rosso e parecchio lucido) la manterrà al sicuro, fino all&#8217;alba, da lì in poi mancherà poco, un&#8217;ora all&#8217;acqua, un&#8217;ora all&#8217;aria. Le 22,40 di Milano, la pianta, essendo cuore, essendo viva: batte.</p>
<p>#9 La pianta, che ricordiamo avere forma esile di piantina e di cuore, a metà mattina mentre tutto si muove da ore, quando già troppi caffè sono stati consumati, terribili banalità impiegatizie proferite, la pianta (avendo già rifatto il suo vaso piccolo il giusto, rosso il minimo, lucido quanto basta e quando serve) comincia a pulsare in maniera leggermente accelerata, come se fosse agitata, scossa. La pianta, trema un po’ e non comprende se l’insidia arrivi dal tagliacarte steso appena dietro al vaso, o se da un vento che passa dagli spifferi. La pianta, dopo un po’, essendo viva, essendo saggia (come ricordiamo perfettamente), si tranquillizza e ritorna, dall’alto dei suoi dieci centimetri di statura (trenta se contiamo il vaso), a battere in maniera regolare. La pianta sa che, avendo la sua acqua e la sua luce, non ha nulla da temere, l’ha compreso bene anche la pinzatrice verde che si è messa più distante.</p>
<p>#10 La pianta, la nostra, che sappiamo grassa e magra, che sappiamo verde, la pianta se ne sta lì nel suo weekend da ufficio, che a suo dire è solitario, che è silenzioso. La pianta, però, ben arroccata nel terriccio e nel suo vaso (e qui occorre specificare nuovamente, che è rosso, che è piccolo, che il rosso è lucido), ha imparato a distinguere i rumori notturni che fa un palazzo fatto di uffici. La pianta sa che l&#8217;armadio più vecchio, quello sulla parete che le sta di fronte, dopo una certa ora: scricchiola. La pianta ha imparato che il mouse soffre d&#8217;insonnia e intavola strane discussioni (la pianta giurerebbe d&#8217;aver sentito una preghiera) col poster di De Andrè. La pianta, che è cuore, perché di cuore ha forma, prova tenerezza per il mouse, lo sente fratello. La pianta nella notte tra sabato e domenica, sa che dormire o non dormire non è tutto ma sa (dall&#8217;alto della sua riconosciuta saggezza) che a volte fa la differenza.</p>
<p>&nbsp;<br />
</p>
<p><em>Gianni Montieri</em><strong><br />
</strong></p>
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		<title>ARGO VIXI</title>
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		<pubDate>Fri, 06 Jan 2012 18:58:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gianni Montieri</dc:creator>
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è uscito il nuovo numero di Argo (il diciassettesimo): VIXI &#8211; Romanzo collettivo d&#8217;esplorazione. Il tema di questo numero è la morte, per info e modalità d&#8217;acquisto:
ARGO VIXI INFO
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per consultare il pdf in anteprima qui:
ARGO VIXI PDF
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i miei tre inediti contenuti all&#8217;interno del numero:
I
Gli spararono in faccia
che tutti sapessero, che tutti ricordassero
la sera stessa in [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://librariaonline.altervista.org/inassenzadimetri/wp-content/uploads/2012/01/379913_2635775346063_1605851796_32411166_2036479360_n-300x283.jpg" alt="379913_2635775346063_1605851796_32411166_2036479360_n" title="379913_2635775346063_1605851796_32411166_2036479360_n" width="300" height="283" class="alignleft size-medium wp-image-957" /></p>
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</p>
<p>è uscito il nuovo numero di Argo (il diciassettesimo): VIXI &#8211; Romanzo collettivo d&#8217;esplorazione. Il tema di questo numero è la morte, per info e modalità d&#8217;acquisto:</p>
<p><a href="http://www.argonline.it/index.php?option=com_content&#038;view=article&#038;id=470:e-uscito-il-nuovo-argo&#038;catid=16:agenda">ARGO VIXI INFO</a></p>
<p>&nbsp;<br />
</p>
<p>per consultare il pdf in anteprima qui:</p>
<p><a href="http://issuu.com/argonline/docs/vixi/1">ARGO VIXI PDF</a></p>
<p>&nbsp;<br />
</p>
<p>i miei tre inediti contenuti all&#8217;interno del numero:</p>
<p>I<br />
Gli spararono in faccia<br />
che tutti sapessero, che tutti ricordassero<br />
la sera stessa in piazza<br />
commenti da stupidi ventenni<br />
stabilendo con una birra in mano<br />
il grado di importanza di una morte<br />
(chi lo conosceva, quanti colpi<br />
se c’era tanto sangue, quanta polizia)</p>
<p>qualcuno stava zitto, qualcuno parlava<br />
pochi minuti per tornare all’ordinario:<br />
la biondina in jeans tagliati  a chi la dava<br />
il centravanti squalificato, il motorino truccato.</p>
<p>II</p>
<p>La mattina di un primo gennaio:<br />
una vecchia 500 sventrata<br />
da una cipolla o bomba Maradona<br />
qualcuno torna a casa ubriaco<br />
si dirada una nebbia artificiale<br />
la conta dei feriti su &#8220;Il Mattino&#8221;<br />
una conoscente morta a mezzanotte<br />
-una pallottola vagante-<br />
mi appunto mentalmente il funerale<br />
“buon anno” a un passante<br />
che non risponde, prosegue lentamente</p>
<p>III</p>
<p>Appeso all’ultimo lembo<br />
guardo le mani che sgranano i rosari<br />
la cadenza regolare dei misteri recitati<br />
tutto quel che resta.<br />
(a O.)</p>
<p>&nbsp;<br />
</p>
<p>[gianni montieri]</p>
]]></content:encoded>
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		<title>AVREI VOLUTO (in memoria dei morti della Thyssen)</title>
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		<pubDate>Tue, 06 Dec 2011 12:21:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gianni Montieri</dc:creator>
				<category><![CDATA[Poesia]]></category>
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		<category><![CDATA[inediti]]></category>
		<category><![CDATA[primo maggio]]></category>

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&#160;
&#160;
&#160;
&#160;

Esattamente 4 anni fa. Non ce lo dimentichiamo
&#160;
&#160;

Avrei voluto
Io poi
avrei voluto scrivere qualcosa
sui ragazzi di Torino
saper descrivere le facce
essere dentro le parole
fra i rumori delle macchine:
(La tredicesima in arrivo
la piccola è cresciuta
il natale è per loro…
fa un caldo boia qui dentro
si schiatta….)
avrei voluto vederli arrivare
alla fine del turno
sporchi e pieni di fatica
trascinarsi alla fermata
sorridere sulla [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://librariaonline.altervista.org/inassenzadimetri/wp-content/uploads/2010/04/C_3_Media_43509_thumb_large_0-300x245.jpg" alt="C_3_Media_43509_thumb_large_0" title="C_3_Media_43509_thumb_large_0" width="300" height="245" class="alignleft size-medium wp-image-524" /></p>
<p>&nbsp;<br />
<br />&nbsp;<br />
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<p>Esattamente 4 anni fa. Non ce lo dimentichiamo</p>
<p>&nbsp;<br />
<br />&nbsp;<br />
</p>
<p><strong>Avrei voluto</strong></p>
<p>Io poi<br />
avrei voluto scrivere qualcosa<br />
sui ragazzi di Torino<br />
saper descrivere le facce</p>
<p>essere dentro le parole<br />
fra i rumori delle macchine:<br />
<em>(La tredicesima in arrivo<br />
la piccola è cresciuta<br />
il natale è per loro…<br />
fa un caldo boia qui dentro<br />
si schiatta….)</em></p>
<p>avrei voluto vederli arrivare<br />
alla fine del turno<br />
sporchi e pieni di fatica<br />
trascinarsi alla fermata<br />
sorridere sulla soglia<br />
<em>- faccio la doccia e arrivo –<br />
- ti aspetto amore mio </p>
<p>ti aspetto &#8211; .</em></p>
<p>&nbsp;<br />
</p>
<p>@gianni montieri 2008</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Punta della Dogana</title>
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		<pubDate>Mon, 07 Nov 2011 14:32:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gianni Montieri</dc:creator>
				<category><![CDATA[Poesia]]></category>
		<category><![CDATA[gianni montieri]]></category>
		<category><![CDATA[inediti 2011]]></category>
		<category><![CDATA[poesia contemporanea]]></category>
		<category><![CDATA[punta della dogana]]></category>
		<category><![CDATA[venezia]]></category>

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PUNTA DELLA DOGANA 
				(a Alberto e Angelo)
&#160;

Capita di tornare a respirare
una domenica a metà mattina
guardando San Giorgio da Punta della Dogana
sentirsi felici almeno per un attimo
le vertebre di nuovo al proprio posto
ché solo il tocco di un amico può far questo
-non l’avevo capito-
(mi sento un ladro se scatto foto
 lì dove è vietato).
Devi venirci un [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://librariaonline.altervista.org/inassenzadimetri/wp-content/uploads/2011/10/DSCI0335-300x225.jpg" alt="Biennale Architettura 2010 (foto di Gianni Montieri" title="Biennale Architettura 2010 (foto di Gianni Montieri" width="300" height="225" class="alignleft size-medium wp-image-934" /></p>
<p>&nbsp;<br />
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</p>
<p><strong>PUNTA DELLA DOGANA </strong><br />
				<em>(a Alberto e Angelo)</em></p>
<p>&nbsp;<br />
<br />
Capita di tornare a respirare<br />
una domenica a metà mattina<br />
guardando San Giorgio da Punta della Dogana<br />
sentirsi felici almeno per un attimo</p>
<p>le vertebre di nuovo al proprio posto<br />
ché solo il tocco di un amico può far questo</p>
<p>-non l’avevo capito-</p>
<p>(mi sento un ladro se scatto foto<br />
 lì dove è vietato).</p>
<p>Devi venirci un giorno da queste parti<br />
da qui vedi tutta la Giudecca, il Redentore.</p>
<p>Torno indietro: sala numero sette<br />
i cadaveri di marmo di Cattelan<br />
stanno lì belli e irregolari<br />
le dita corrono sui mattoncini<br />
assaggio il sale: cosa viva.</p>
<p>&nbsp;<br />
</p>
<p>Gianni Montieri inediti 2011</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Genova, per me</title>
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		<pubDate>Sat, 05 Nov 2011 11:09:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gianni Montieri</dc:creator>
				<category><![CDATA[Poesia]]></category>
		<category><![CDATA[genova]]></category>
		<category><![CDATA[gianni montieri]]></category>
		<category><![CDATA[inediti 2011]]></category>

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		<description><![CDATA[
&#160;
&#160;
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&#160;
&#160;
&#160;
&#160;
&#160;

Genova, per me è come Napoli
costruite uguali: oblique
dove c&#8217;è un mare, un porto
siamo fratelli e non ci conosciamo
Genova, per me è una stretta al petto
che non mi è nuova, che riconosco
i volti sgomenti, spaventati: li ho già visti  
la salita delle Rondinelle è un vicolo dei Quartieri
l&#8217;acqua, il fango, la morte. Mi confondo.
&#160;

gianni montieri [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://librariaonline.altervista.org/inassenzadimetri/wp-content/uploads/2011/11/DSCI0078-300x225.jpg" alt="DSCI0078" title="DSCI0078" width="300" height="225" class="alignleft size-medium wp-image-945" /><br />
<br />&nbsp;<br />
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<br />&nbsp;<br />
<br />&nbsp;<br />
<br />&nbsp;<br />
<br />&nbsp;<br />
<br />&nbsp;<br />
</p>
<p>Genova, per me è come Napoli<br />
costruite uguali: oblique<br />
dove c&#8217;è un mare, un porto<br />
siamo fratelli e non ci conosciamo<br />
Genova, per me è una stretta al petto<br />
che non mi è nuova, che riconosco<br />
i volti sgomenti, spaventati: li ho già visti  </p>
<p>la salita delle Rondinelle è un vicolo dei Quartieri<br />
l&#8217;acqua, il fango, la morte. Mi confondo.</p>
<p>&nbsp;<br />
</p>
<p>gianni montieri &#8211; inediti &#8211; 05/11/2011</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Scrivere di una madre</title>
		<link>http://inlibraria.com/inassenzadimetri/2011/09/29/scrivere-di-una-madre/</link>
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		<pubDate>Thu, 29 Sep 2011 09:26:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gianni Montieri</dc:creator>
				<category><![CDATA[Poesia]]></category>
		<category><![CDATA[gianni montieri]]></category>
		<category><![CDATA[inediti 2011]]></category>
		<category><![CDATA[poesia contemporanea]]></category>

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		<description><![CDATA[
&#160;
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Scrivere di una madre
farlo in una sera di febbraio
riporre, seguendo schema matematico
i piatti asciutti in credenza
poi i bicchieri, le tazze
nel mobile più in alto.
La somma delle rinunce di una madre
di seguito la teoria del sottrarsi:
meno cose – meno vestiti – meno me
applicazione scientifica del dare:
più sacrificio – più amore – più esserci.
Dopocena faccio cose del [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://librariaonline.altervista.org/inassenzadimetri/wp-content/uploads/2011/09/P1090390-300x168.jpg" alt="berlin east side gallery - foto di gianni montieri" title="berlin east side gallery - foto di gianni montieri" width="300" height="168" class="alignleft size-medium wp-image-924" /></p>
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<br />&nbsp;<br />
</p>
<p>Scrivere di una madre<br />
farlo in una sera di febbraio<br />
riporre, seguendo schema matematico<br />
i piatti asciutti in credenza<br />
poi i bicchieri, le tazze<br />
nel mobile più in alto.</p>
<p>La somma delle rinunce di una madre<br />
di seguito la teoria del sottrarsi:<br />
meno cose – meno vestiti – meno me</p>
<p>applicazione scientifica del dare:<br />
più sacrificio – più amore – più esserci.</p>
<p>Dopocena faccio cose del genere,<br />
quando sto in casa e non esco<br />
non guardo la tele e nemmeno scrivo<br />
sarebbe facile spiegarti il bene che mi fai<br />
più facile con la neve fuori<br />
-il bianco ti somiglia-<br />
invece mi accomodo in poltrona<br />
controllo la posta e non ti chiamo.<br />
<br />&nbsp;<br />
<br />
Gianni Montieri &#8211; inedito (febbraio 2011)</p>
]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>Le case</title>
		<link>http://inlibraria.com/inassenzadimetri/2011/09/23/le-case/</link>
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		<pubDate>Fri, 23 Sep 2011 09:30:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gianni Montieri</dc:creator>
				<category><![CDATA[Poesia]]></category>
		<category><![CDATA[case]]></category>
		<category><![CDATA[gianni montieri]]></category>
		<category><![CDATA[inediti 2011]]></category>
		<category><![CDATA[milano]]></category>
		<category><![CDATA[poesia contemporanea]]></category>
		<category><![CDATA[tangenziale]]></category>

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		<description><![CDATA[
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&#160;

Le case di nuova costruzione
appoggiate a sinistra della tangenziale
se vai da est a ovest verso Mecenate
hanno forme regolari, tutte di tre piani
e i colori sono quelli in voga: a pastello
per cui un giallo chiaro, un salmone
qualcuno che azzarda un arancione
ovunque: mattoncini a vista.
Cartelli esposti con la scritta: vendesi
ancora liberi attici, mansarde, trilocali
con terrazza, appartamenti con [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://librariaonline.altervista.org/inassenzadimetri/wp-content/uploads/2011/09/DSCI0348-300x225.jpg" alt="foto di Gianni Montieri - Biennale Architettura 2010" title="foto di Gianni Montieri - Biennale Architettura 2010" width="300" height="225" class="alignleft size-medium wp-image-909" /></p>
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<br />&nbsp;<br />
<br />&nbsp;<br />
</p>
<p>Le case di nuova costruzione<br />
appoggiate a sinistra della tangenziale<br />
se vai da est a ovest verso Mecenate<br />
hanno forme regolari, tutte di tre piani<br />
e i colori sono quelli in voga: a pastello<br />
per cui un giallo chiaro, un salmone<br />
qualcuno che azzarda un arancione<br />
ovunque: mattoncini a vista.</p>
<p>Cartelli esposti con la scritta: vendesi<br />
ancora liberi attici, mansarde, trilocali<br />
con terrazza, appartamenti con giardino.<br />
Quelli che già abitano e altri<br />
con bambini e mutuo a tasso fisso<br />
al seguito, che compreranno qua.</p>
<p>Non sanno la fortuna che regala<br />
il panorama dai balconi, dai gerani<br />
tutte le macchine che sfilano<br />
la vita che sta dentro l’ora di punta<br />
o l’adagio rallentato di una domenica<br />
mille mani sul volante, bestemmie,<br />
attese, cellulari, tutte le varianti<br />
del Pop dalle autoradio, l’ebbrezza<br />
di un sorpasso sulla destra.<br />
D’inverno quando è freddo verso sera<br />
milioni di luci colorate, di rosso<br />
guardando in direzione Palmanova<br />
di bianco argento trasparente<br />
se le segui verso l’aeroporto di Linate.</p>
<p>&nbsp;<br />
</p>
<p><em>@gianni montieri &#8211; inediti 2011</em></p>
]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>Sponde</title>
		<link>http://inlibraria.com/inassenzadimetri/2011/09/16/sponde/</link>
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		<pubDate>Fri, 16 Sep 2011 13:32:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gianni Montieri</dc:creator>
				<category><![CDATA[Poesia]]></category>
		<category><![CDATA[berlino]]></category>
		<category><![CDATA[east side gallery]]></category>
		<category><![CDATA[gianni montieri]]></category>
		<category><![CDATA[inediti 2011]]></category>
		<category><![CDATA[murales]]></category>
		<category><![CDATA[muro di berlino]]></category>
		<category><![CDATA[poesia contemporanea]]></category>

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		<description><![CDATA[
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Questo fiume grigio scuro, i ponti
la S-Bahn che corre in alto, binari
gli orologi sospesi, le vecchie fabbriche
appena sopra il letto come sponda: il muro
dietro disegnano murales colorati
simboli, colombe bianche in volo
qui dove scattiamo foto, beviamo birra chiara
talvolta confondendo l’Est con l’altra parte
qualcuno provava a saltare, qualcuno arrivava di là.
&#160;

gianni montieri &#8211; inedito &#8211; 2011
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://librariaonline.altervista.org/inassenzadimetri/wp-content/uploads/2011/09/DSCI0315-300x225.jpg" alt="berlino foto di gianni montieri" title="berlino foto di gianni montieri" width="300" height="225" class="alignleft size-medium wp-image-906" /></p>
<p>&nbsp;<br />
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<br />&nbsp;<br />
<br />&nbsp;<br />
<br />&nbsp;<br />
</p>
<p>Questo fiume grigio scuro, i ponti<br />
la S-Bahn che corre in alto, binari<br />
gli orologi sospesi, le vecchie fabbriche<br />
appena sopra il letto come sponda: il muro<br />
dietro disegnano murales colorati<br />
simboli, colombe bianche in volo</p>
<p>qui dove scattiamo foto, beviamo birra chiara<br />
talvolta confondendo l’Est con l’altra parte<br />
qualcuno provava a saltare, qualcuno arrivava di là.</p>
<p>&nbsp;<br />
</p>
<p>gianni montieri &#8211; inedito &#8211; 2011</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Piazza Gramsci</title>
		<link>http://inlibraria.com/inassenzadimetri/2011/09/02/piazza-gramsci/</link>
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		<pubDate>Fri, 02 Sep 2011 08:46:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gianni Montieri</dc:creator>
				<category><![CDATA[Poesia]]></category>
		<category><![CDATA[gianni montieri]]></category>
		<category><![CDATA[giugliano]]></category>
		<category><![CDATA[inedti 2011]]></category>
		<category><![CDATA[piazza gramsci]]></category>
		<category><![CDATA[poesia contemporanea]]></category>

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		<description><![CDATA[
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                                         (a tutti noi)
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Inchiodati su panchine malandate
ridevamo forte
per scacciare chissà cosa
qualche sfottò al più timido
tacere [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://librariaonline.altervista.org/inassenzadimetri/wp-content/uploads/2011/09/P1080908-300x168.jpg" alt="foto di gianni montieri - macerata" title="foto di gianni montieri - macerata" width="300" height="168" class="alignleft size-medium wp-image-892" /></p>
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<p>                                         <em>(a tutti noi)</em></p>
<p>&nbsp;<br />
</p>
<p>Inchiodati su panchine malandate<br />
ridevamo forte<br />
per scacciare chissà cosa<br />
qualche sfottò al più timido<br />
tacere di noi, dei sogni<br />
mancati di un soffio<br />
un futuro rimasto incastrato<br />
sul biliardo, fra la palla otto<br />
e la buca ad angolo.</p>
<p>&nbsp;<br />
</p>
<p>@ gianni montieri &#8211; inediti 2011</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Nonna: panorama</title>
		<link>http://inlibraria.com/inassenzadimetri/2011/08/29/nonna-panorama/</link>
		<comments>http://inlibraria.com/inassenzadimetri/2011/08/29/nonna-panorama/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 29 Aug 2011 14:08:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gianni Montieri</dc:creator>
				<category><![CDATA[Poesia]]></category>
		<category><![CDATA[antologia Taggo e ritraggo]]></category>
		<category><![CDATA[ed. lietocolle]]></category>
		<category><![CDATA[gianni montieri]]></category>
		<category><![CDATA[nonna]]></category>
		<category><![CDATA[poesia contemporanea]]></category>
		<category><![CDATA[poesia edita]]></category>
		<category><![CDATA[ritratti]]></category>

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		<description><![CDATA[
&#160;
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&#160;
&#160;

Stavi tra i bambini e la finestra
raccolta in nuvole bianche
in spruzzi verticali di farina
- eri l’incanto –
noi, l’attesa del miracolo
per ripararci dal troppo sole
piovevi a scrosci di risate.
&#160;

@ gianni montieri &#8211; poesia contenuta nell&#8217;antologia Taggo e Ritraggo ed. Lietocolle 2010
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://librariaonline.altervista.org/inassenzadimetri/wp-content/uploads/2010/11/P1080943-300x168.jpg" alt="Macerata - foto di gianni montieri" title="Macerata - foto di gianni montieri" width="300" height="168" class="alignleft size-medium wp-image-884" /></p>
<p>&nbsp;<br />
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<br />&nbsp;<br />
<br />&nbsp;<br />
<br />&nbsp;<br />
</p>
<p>Stavi tra i bambini e la finestra<br />
raccolta in nuvole bianche<br />
in spruzzi verticali di farina</p>
<p>- eri l’incanto –</p>
<p>noi, l’attesa del miracolo</p>
<p>per ripararci dal troppo sole<br />
piovevi a scrosci di risate.</p>
<p>&nbsp;<br />
</p>
<p><em>@ gianni montieri &#8211; poesia contenuta <a href="http://www.lietocolle.info/it/aa_vv_taggo_e_ritraggo.html">nell&#8217;antologia Taggo e Ritraggo ed. Lietocolle 2010</a></em></p>
]]></content:encoded>
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