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Questioni invernali
by Gianni Montieri on dic.07, 2010, under Poesia

Sapevo sarebbero tornati i treni
i racconti da rotaia, il posto,
qualche volta, accanto al finestrino
l’amore, certamente
di avere distanze da accorciare
-il bianco della neve sui binari-
il calore che viene da case appena scorte
i viaggi: questioni invernali
taccuini da riempire
sapevo le facce degli altri passeggeri
l’aria stanca da venerdì pomeriggio
di questo conoscevo quasi tutto
che si è fatto tutto in una sera gelida
e oltre il vetro, guardando
un luogo che non c’è
fra Brescia e Peschiera, ho pianto.
@gianni montieri (inediti 2010)
Le nuvole di Francia (inediti 2010)
by Gianni Montieri on nov.18, 2010, under Poesia

LE NUVOLE DI FRANCIA (PARIGI IN DUE ATTI) – inediti 2010
ATTO I
Abbandonare la mappa
muoversi al tuo passo
“qui, guarda qui, poi qui”
trovare quel caffè
gli specchi dei bistrot
riflessi, altri angoli di noi
le nuvole che soltanto in Francia
Parigi si apre varchi
ci raggiunge alla schiena
e disegna un’ombra
fuori dalla finestra.
ATTO II
Scrivo adesso delle nuvole di Francia
perché è nel distacco che vedo
Parigi e te, quel che siete
un riflesso che batte oggi
sul vetro della mia cucina
mi rammenta Kentridge
e il suo carosello universale
una fretta di passi sotto la pioggia
l’ombrello trovato rotto
tu che mi ridi incontro
un lunedì mattina a Saint Germain.
@ gianni montieri – inediti 2010
Ottobre comunque (inediti 2010)
by Gianni Montieri on ott.14, 2010, under Poesia

Credo si possa essere felici
come è vero questo momento
in un cortile di San Sebastiano
le panchine vuote
a quest’ora nell’aria
resiste l’odore di sigarette spente
io matricola notturna cosa spero di imparare?
Cosa ascolto mentre guardo verso
la finestra dove ai tuoi studenti insegni
dove cerchi di sbrigarti e magari
sbirci l’ora oppure in basso
e mi trovi, scampato a calli e ponti
al primo freddo, al mio passato.
@poesia di gianni montieri – inediti 2010
Ago e filo (inedito 2010)
by Gianni Montieri on giu.28, 2010, under Poesia

Rammento e poco più giù rammendo
piccoli tagli, scuciture, fori d’entrata
dalla finestra vedo un albero in fiore
salire su un muro color mattone
e questo (come non saprei spiegarlo)
mi pare un segnale, un’intenzione
metto in ordine la stanza, spolvero
ieri sera non hai telefonato, non importa
sei così presente, talmente ovunque
che sentirti o non sentirti non cambia
lo stato delle cose, il ritmo irregolare,
lo sciogliersi del sangue
con la scopa tiro via
le ragnatele ma lascio stare i ragni
credo portino bene. Ho spostato le tue maglie
ora hai un ripiano intero e tutto me
il pavimento è da lavare o basterà spazzarlo?
E dietro questa avrei altre domande:
il nuovo di Pusterla è bello come sembra?
Tu questo venerdì arriverai? Intanto
almeno la pioggia ha smesso di cadere
io mi sposto in mutande sul divano
in preda a qualche dubbio.
@gianni montieri giugno 2010
