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Nina Brandini – alcune poesie
by Gianni Montieri on gen.15, 2010, under Poesia

ACROBATA
Io sono l’acrobata dei giorni
quella che ciondola sui lembi di terra
impazziti di luce.
Abito l’aria,
mio elemento, mio ordine.
Osservo le vite transitare
Puoi vedere la mia veste che penzola?
Leggera e purpurea
come le labbra mosse, nel canto.
Lui porta fin qui il mare, e nei sussurri
distinguo versi lontani
filtrati da una conchiglia slabbrata
- ah, quel canto di nina berberova ! –
Io mi allungo ad ascoltare, rapita
ogni singolo verso
le dita strette sulla fune
dentro la vita da dondolare
(L’ acrobata, 1930, Chagall)
DE-CADENZE
Osservo la decadenza
dell’ amore, il suo portarsi distante
in un rantolo flebile.
Fa poco rumore,
o niente
come di foglia che si stacca.
- nulla è più irriverente
di questo scempio –
E poi mal sopporto quell’ aria
compromessa
Il trascinamento d’ un peduncolo
il suo avvilente
annaspare
Le foglie si fanno liquide di gelo
nell’orto,
ai piedi del caco.
MOTO PERPETUO
Benedico il taglio di luce sulla roccia,
le papere arroccate in terraferma
l’aria fredda che scombina i piani
e affretta il passo innaturale
di un commiato
benedico i poveri oleandri frustati
il cangiante delle fronde
lo sfizio di uno scarto d’ombra
dopo il chiarore
la moneta che hai lanciato,
la sua parabola perfettibile
e la sua attesa.
Benedico quella
Benedico ogni onda
ammaestrata
e da ammaestrare
nel moto perpetuo
Amen.
CONTROCANTO
una saetta dentro il costato
si potrebbe dire,
probabilmente
d’un botto trovarsi lontani dal baricentro
- così dissidenti –
a dover cambiare toponomastica
Poco utile la fola delle lune i moti perpetui,
quell’ archetipo di Madre che ci vorrebbe
infallibili
e quanti nervi servono
a riesumare da un diaframma molle
tutti i canti di battaglia
Ma hai una mano cosi piccola,
figlia,che mi persuade subito
a ri/generarti
BATTESIMI
della sua voce ho una matrice
nella pancia
e l’ho distinta in mezzo
a ogni altro suono
osanna ho salmodiato
ricordando le parole una ad una,
solo che le candele di oggi
non bruciano davvero
né i legni hanno lo stesso odore
ci credo a volte nei riti
quelli di una forma perfetta
e quelli il cui significato oscuro
trova il modo di parlarmi
abbiamo fatto questo sforzo
di introdurla al mondo
che dio o chi per esso
- ora –
la voglia benedire
CANONE INVERSO
niente mi cambia
come le dita del vento
dentro la piega dei capelli
i nodi arrabbiati nelle punte
siano versi sputati fuori
irrispettosi delle righe
se pure ogni spartito sia ragguardevole
di attenzione,
ambisco al fragore del caos
alla frantumazione del suono in graffi pulsanti
che eccitino i cristalli
muovere un canone inverso alla biografia,
al suo senso compiuto da rovesciare
questo, comunque sia
ORME
Non ho tacchi da
affondare con frastuono da femmina.
Non ho tacchi.
Pesto una suola larga che sagoma
la terra, compiace le dune e i sassi.
Di solito mi spingo
avanti a perlustrare l’ aria
ci metto tutti i sensi, la scorta
di un fiato morbido che sa indugiare.
Che cera avrà questo giorno
che si dilata, questa luce invadente
…
Sono molle, ricettiva alle lune,
resistente.
Presente a me.
Presente.
@ Nina Brandini
