Inassenzadimetri

Tag: poesia contemporanea

Ago e filo (inedito 2010)

by Gianni Montieri on giu.28, 2010, under Poesia

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Rammento e poco più giù rammendo
piccoli tagli, scuciture, fori d’entrata
dalla finestra vedo un albero in fiore
salire su un muro color mattone
e questo (come non saprei spiegarlo)
mi pare un segnale, un’intenzione

metto in ordine la stanza, spolvero
ieri sera non hai telefonato, non importa
sei così presente, talmente ovunque
che sentirti o non sentirti non cambia
lo stato delle cose, il ritmo irregolare,
lo sciogliersi del sangue

con la scopa tiro via
le ragnatele ma lascio stare i ragni
credo portino bene. Ho spostato le tue maglie
ora hai un ripiano intero e tutto me

il pavimento è da lavare o basterà spazzarlo?

E dietro questa avrei altre domande:
il nuovo di Pusterla è bello come sembra?
Tu questo venerdì arriverai? Intanto
almeno la pioggia ha smesso di cadere
io mi sposto in mutande sul divano
in preda a qualche dubbio.

 

@gianni montieri giugno 2010

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Anna Maria Carpi – poesia

by Gianni Montieri on giu.23, 2010, under Poesia

Ieri su City, è stata pubblicata una bellissima poesia di Anna Maria Carpi. Me ne sono innamorato.

 

Qui sul mio tavolo:
ho la luce accesa,
una tazza tedesca di Bayreuth,
la biro e nella scatola
che ho foderato io di carta a fiori
la gomma e il temperino
il rotolo di scotch la cucitrice,
Rapid One, è svedese.
Guardali, ad uno ad uno,
non pensare, non muoverti.
Solo un metro più sotto
c’è la disperazione.
Ancora un’ora, poi berrai qualcosa,
poi guarderai le mail, il telegiornale,
poi qualcuno telefona.

 

@ Anna Maria Carpi

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Corale per Opera Prima – AA.VV.

by Gianni Montieri on giu.08, 2010, under Poesia, eventi

CORALE

 

 

 

 

 

 

antologia per festeggiare i 25 anni di Lietocolle – 87 autori che hanno realizzato la loro opera prima con la casa editrice di faloppio. qui alcuni testi:

 

Gianni Montieri

CON-TATTO (a M. e D.)

Scopriamo margini di solitudine, nervi a contatto
riflessioni da commettere davanti a specchi opachi
e ancora tanta dolcezza al fuoco

conosco una donna che emigrerà al contrario
un sorriso diretto senza scali e gli occhi
dell’uomo che l’aspetta colmi di sostanza

c’è un miramare adesso
e questa muta di cani
una speranza sguinzagliata
appena in tempo fuori dal cortile.

 

Anna Toscano

MARZO CON LA NEVE

La neve di marzo è come
la tua orma sulle mie lenzuola,
una euforia interrotta
l’eco di un silenzio.

La neve a marzo è prendere
la panna con le mani,
leccare il cucchiaio dell’impasto
uvette sparse sul tavolo.

Marzo con la neve è assopirsi
nel calore della tua parte di letto,
e svegliarsi con la primavera
impigliata tra i capelli.

 

Carla Saracino

Una volta sono stato amato
dentro un canneto fatto di sole
che s’appiccava, come un camino vuoto
d’estate sa essere il particolare d’una casa
in vendita.
Sono stato amato molto. E molto ho
dovuto disobbedire a me stesso per mettere
in parola quell’ansia d’essere diventato amante.

 

Luca Baldoni

LETTURA D’INFANZIA: LA REGINA DELLE NEVI

Sogno gelato in cui un bambino
bello dai capelli lunghi e neri

in un enorme salone abbandonato

non riusciva più a comporre
le cifre del suo nome.

 

Marco Annicchiarico

SETTE E QUARANTA

Uscire dalla città
costa poco,
solo il pedaggio
del risveglio
e qualche pensiero
di seconda mano.

Ai lati, fiori di pesco
e case popolari.
Io per primo,
quando passo,
giro lo sguardo
dalla parte che non aspetta.

Se solo fosse più tardi,
ti chiamerei,
inventando il nome
e insieme
la strada per tornare.

 

Anna Ruotolo

DISSI “RACCONTAMI UNA STORIA”
E MANUELA COMINCIO…

Stacchi la mano del codino
che hai rigirato per minuti
tra le tue dita minuscole e chiare,
lanci le parole contro di me
e si alza una polvere di lucciole,
sparito il mare dietro la tua piccola
nuca, contro i miei occhi si rifà
per tremori e ed ombre siderali.
Eppure sostiamo in un vialetto conosciuto,
c’è la nostra jeep, le luminarie dei lidi
qualche gelato che profuma la bocca
ma dici le storie come l’apparizione celeste
le eclissi, gli impercettibili movimenti
della crosta, la corsa e la morte di una stella.
Come avrei voluto sentirmi raccontare così
questa, l’altra, ogni vita sulla terra.

 

Salvatore Sblando

COME NOI

Concedo tutto me stesso ad una passeggiata
di portici e schiamazzi, di profumi ed erbe
di vento e di bandiere.
Siamo in questo esistere di cose non dette
un garbuglio di giochi e silenzi
nell’abbandono di un’apparenza disattesa

Parliamo di strade, fra mendici e rimandi
di vento, solitudini d’asfalto e sigarette.
Preghiamo ché sia la distanza
l’inappetenza del destino a renderci
singolare moltitudine fra specchi deformati

E che non sia la curva di una rotaia
ad indicarci la precisa direzione.

 

Silvia Rosa

ISTRUZIONI PER L’USO

Spogliami lentamente
sfilami prima il nome
poi il cuore
in ultimo strappami via la mente.
Ricorda di starmi sulla pelle
in verticale
premendo come peso a piombo
tra le cosce sullo sterno
aderendo bene al solco vivo
del volto.
Ondeggia sempre dalla parte
opposta alla mia direzione,
non cedere alla tentazione
di un rotondo abbraccio
mantieni la tua forma
la linea nera di demarcazione.
Chiudi sempre ogni porta:
si capisce che se scappo
tu non puoi restare

del resto non si è mai vista
un’Ombra
senza nulla da macchiare.

 

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Lietocolle

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LIQUIDA (a A.T.)

by Gianni Montieri on mag.25, 2010, under Poesia

venezia

venezia

 

 

 

 

 

 

Mi parli di una città svenuta
movimenti lenti – silenzio -
il tuo mondo di sotto, notturno

da un balcone al sole
provo a immaginare
calli allagate, stivali da pescatore
qualcosa più in là

mi farei portare da te
a trovare la magia
le caviglie nell’acqua
e i tuoi occhi davanti.

 

@ gianni montieri – inediti

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Antonella Facchinelli – poesie

by Gianni Montieri on apr.13, 2010, under Poesia

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ospite Antonella Facchinelli e le sue poesie

 

E’ una nuvola davanti alla luna che protegge gli occhi

E a cosa pensi? Ma niente, solo a questo buco nel cuore
che fa passare l’aria e fa volare tutto a destra e a manca.
Ma passa anche la luce che squarcia il petto
e polline ed api s’infilano, fanno calore sul pericardio.

E noi? Noi qui, a reggerci un poco le ali
a cucirci le schiene per non cadere di naso
a dirci che abbiamo proprio indovinato tutto
e non perdiamo più la voce a chiamarci.

 


Prato

Sublime
il verso nascosto nella zolla
il polline raccolto
da una scia di lumaca, una nuvola
impigliata tra i rami

(Vuol entrare il verde
muove le gambe, le braccia
incontra la pazienza di uno stelo)

accosto l’orecchio ed ascolto
sul filo d’erba
la direzione del caos.

 

Divento vento

Ora mi affido a te
senza puntelli precari
né comode poltrone in prima fila.
Sarò quel che di vero so
una parola troppo schietta
un dolce profilo in ombra
che fende l’aria, confonde
il mio silenzio.

Starò diritta in piedi spinta dal vento
e quale sarà la direzione
avrò sempre la vela pronta
il timone saldo nel pugno
un sogno caldo e un posto
da dove ripartire.

 


Tutto bene

Amo il tuo passo lento ed infantile
sugli alti ciuffi d’erba, lungo i fossi.
Il tuo giardino spoglio d’ogni misura
le rondini dal petto bianco sopra
le voci dell’acqua, i fili elettrici.

Lenta in silenzio ogni parola
scivola sul mio corpo
al centro delle ali fortifica ogni fibra.
E chiudo gli occhi
ritrovo il sole mentre qui piove, però
va tutto bene.

 

Prima del sonno

Ho un libro sotto alla gamba del letto
pareggia le sere sghembe
quelle che affondano sui cuscini
e soffiano sul viso
la fragile armonia del buio.

Ho un sonno senza profilo, piatto
il risveglio è sempre allineato.
silenzi e segreti spianano
le pieghe delle coperte
e in questa calma piatta trafugo
l’onesto incedere del giorno.

 


Datemi poche ore

Datemi, datemi solo poche ore
voglio guardare voglio nominare,
toccare e infine credere
che se mi stanco gli occhi
sopra le pietre battute o sopra
un vago vapore d’alba e di rugiada,
se mi stordisco all’urlo
della ginestra in fioritura
risento sbocciare, sento rovistare
quel rapido fluir di sangue e creta
impetuoso, m’ancor di più disarginato
dal clivo di questa condanna.

Rotola su quest’amore così sgargiante
l’accumulo di vita, il sonno strozzato
offeso d’avide radici senza tronco
e lascia dentro me in carne accesa
mille lune riflesse, gli spazi agitati
d’un cielo che cammina.

 

@inediti di antonella facchinelli

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Futuro Semplice – on sale

by Gianni Montieri on mar.02, 2010, under Poesia, libri da leggere

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Futuro Semplice – poesie – edizioni LietoColle. Il mio primo libro

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Lietocolle

 

codice ISBN: 978-88-7848-546-4

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in libreria :

 

Milano – Libreria del mondo offeso – c.so garibaldi 50

Napoli – Libreria il filo di partenope – via sapienza 4

Giugliano – Edicola/Cartoleria claudio – via A. Palumbo

 

librerie fiduciarie lietocolle

 

recensioni :

di Salvatore Sblando

di Anna Salvini

di Natàlia Castaldi

di G. LInguaglossa

di Ivana Federici

di Giovanni Catalano

di Fabio Michieli

di Luigi Paraboschi

di R. Carifi per Poesia di Maggio 2010

di Filippo di Nardo

di rossella renzi per Argonline

di stefano leoni

su la poesia e lo spirito

 

PARZIALMENTE TERRENI

Ci siamo spartiti molto
dissolto in lontananza il resto
tenendo bene in mente
la scelta fra l’andarsene e il sognare

non abbiamo imparato a pregare
accontentandoci dei nostri passi
del suono certo del tacco sull’asfalto
restare in una stanza vuota
a noi non è concesso
cerchiamo conforto nel rumore
-nel suono grezzo-

coltiviamo speranze in curva
non avendo mestiere per i rettilinei
nessuna competenza
sui tratti autostradali.

 

TERRA DI NESSUNO

Ti telefono da una retroguardia
un metro al di là della linea di confine .

E’ il 31 maggio di un altro secolo
un mattino bianco e distante
privo di contatto
-non c’è campo-
piuttosto terra arsa

ci attende un lungo giugno
lampi d’estate di cui avremmo fatto a meno.

 

RESTYLING
Di questi tempi è pieno di gru
la città si espande verso l’alto
da ottomila al metro quadro

(non ci sfioriamo, non ci parliamo
gli extracomunitari puzzano
la 90 prendila tu)

anche Marta va in analisi
non cena mai al cinese
“vai a sapere che ci mettono in quei fritti”

Milano sarà perfetta, in tempo per l’expo
piazza Duomo ripulita ancora più rettangolare
-via i piccioni, via i neri e i braccialetti-

stamattina ci siamo salutati
ti ho detto ciao, mi hai dato un bacio
io uno zaino, tu una borsa
io Londra, tu altrove
cos’ha Milano che non va?

 

Futuro semplice – gianni montieri – ed. lietocolle – febbraio 2010

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Cara Cuscona – poesie inedite

by Gianni Montieri on feb.17, 2010, under Poesia

berlino

 

 

 

 

 

 

Vi propongo in lettura alcune poesie di Cara Cuscona. Cara, milanese, è spesso sospesa, nel suo viaggio poetico, fra materia e aria, la filosofia è il suo pane. E le poesie sono belle.

 

Attraversamento

Si vive una raccolta di piccole tracce
-di francobolli senza lettere -
ed è come camminare
con dolente delicatezza
sui sassi scivolosi di un fiume
che separano le sponde opposte.
Ed è terrena ciascuna delle rive,
reale l’acqua che lambisce entrambe,
solo la gru plumbea che vi si versa
è una falsa catena,
l’inanellarsi di segni alla deriva,
ciascuno cura e pena.

***

 

Un alcolista anonimo

Essere questo bicchiere.
Più cavità che altro,
più trasparenza che materiale.
Uno spettatore riflettente.
Tanto più terso il vetro,
non è detto che aumenti dentro
il chiarore d’acque,
piuttosto una disposizione
all’oro liquoroso,
al disequilibrio minimale
per rintracciare il sembiante.
Tue, le labbra che si accostano
bevendo sillabe fioche,
luci segnaletiche, malinconie,
sul ciglio delle strade.
Se mi trattengo sul bordo
è perché da sempre amo le balaustre.
Guardare giù
non è mai stato il mio forte:
la vertigine è una giostra che mi attrae
in profondità digradate.
Fosse,
bocche,
orbite,
il sesso delle donne,
tutto disegna
il mistero della morte,
unico gancio alla luce

il desiderio.

(un’ombra si scaglia sul muro
rosso del focolare)

***

 

L’arte di ricevere

Non ho misura né metro
ma un sistemare
preciso di calici vuoti
per ogni ospite atteso.

Più grande è il vuoto
dentro e attorno a ogni vetro,
più generosa è la donazione
di senso al limitare del segno.

Versi
ciascuno che legge
un vino diverso.

***

 

Casa e calici con cura

Non amo raccontare di me.
Nessuno sa quello che pubblico
su pareti di spogliatoi maschili,
quello che scrivo sulle schiene
a tradimento.
Appaio innocua.
Ma a volte quando mi spingo
dentro ai giardini da semina,
parlando appena,
alcuni passanti mi sfuggono,
pare che sappiano
a chi rispondo.
Compaio solo per anagrammi,
non firmo nulla.
Poi abbandono
ogni lettera sopra barchette di carta,
carezze incise in specchi d’acqua.

***

 

Il vizio di vivere

Tanto mi sei profondo nelle ossa:
midollo, aurora, sogno
-sei l’aria del tabacco-
aspirazione di gusto
avendone a cuore il vizio,
il gesto, il fuoco
e il risalire su in volute
ardenti di memoria.

***

 

@ poesie di cara cuscona – inediti

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Manuela Dago – Anelli senza dita e altre poesie

by Gianni Montieri on feb.02, 2010, under Poesia

berlino

 

 

 

 

 

 

Manuela Dago, ecco una che lascia il segno. Consiglio la lettura di queste poesie. Scrittura che tocca, prende allo stomaco. Roba che non dimentichi.

 

ANELLI SENZA DITA

I corpi sono tronchi
in cui puoi vedere
gli anni a venire.

I nostri piedi sono le scarpe
di chi ci ha alzati per le braccia
e ci ha insegnato a camminare.

La trama della pelle si ricava
dalla stoffa che stringeva la pancia
di tua madre in gravidanza.

Gli anelli che scegliamo
potrebbero
dimezzarci le dita

per abbracciare i tronchi
inflilare le scarpe
o sfiorare la stoffa

ma tanto passa sempre
dai palmi la linea della vita.

 

SETTEMBRE

Le mie ginocchia piegate
sono due teste calve
a picco sull’estate
e l’estate è una carogna puzzolente
che si disfa tra le mani
concima il settembre che scende dai tetti.
Io che sui tetti vorrei vivere
mi attorciglio ogni anno
giù dal muro
per ritrovarmi allineata
coi piedi alla strada,
la mia sterrata
con una corda d’erba nel mezzo
di quelle che avvallano il terreno,
la fine nel fianco
d’erba di collina
e il verde sempre lo stesso
di quando ero bambina.

 

LACRIME DA ALLEVAMENTO/CRY-BOY

E se invece di lacrime
piangessimo guance?

Guance sbattute giù come bistecche
cavalli manzi e buoi interi
schiaffati al suolo inermi
molli e senza l’osso.
Carne cruda sana
macinata fine
dal macellaio sottocasa
che ti mandava a comprare tua madre
quando lei era malata.

Lacrime da allevamento
cresciute dentro
foraggiate dai barlumi di dolcezza
della vita che matura
e si ripara tra le sponde dei letti
sempre sproporzionati
ai nostri desideri.

Non sai fino in fondo cosa mangi
e non sai fino in fondo cosa piangi.

 

AL MIO CARO BAMBINO

Caro bambino
munto dallo specchio.
Caro bambino
allungato dal soffitto
che tira da una parte
e dal pavimento
che tira dall’altra.
Hai cambiato troppo spesso la lampadina
della pura luce
prima che si fulminasse
per paura di rimanere al buio.
Caro bambino
piccolo è il mondo
e noi siamo fatti su misura.
Nello specchio mentre ti chiedi
scusa tu non sei più un bambino
la pura luce non esiste più
esistono solo centrali elettriche
che impagliano il cuore per farti vivere per sempre
immobile.

Caro bambino
ti è saltato il cuore in bocca
la prima volta
che i mostri sono usciti dal buio
ma poi ti sei abituato no?
Ti-sei-abituato-o-no?

 

(SENZA TITOLO)

Le mie parti dure
sono i calli dell’infanzia
rinvenuti
e venerati come fossili
sotto una teca
di sensi di colpa.

@ poesie di Manuela Dago

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