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Ho da scaldare – Anna Ruotolo

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Ho da scaldare tante piccole cose
per amarti bene,
risalire con la macchina i curvoni
addestrare il tempo della frizione
come dicevi tu: o vivi o muori,
che poi si riparte col vento sui lobi.
Restituirmi al mare
nella domenica asciutta e rossa
lì dove ti piaceva inventarmi
le ossa, le curvature della bocca
o un nome che mi hai dato, così
nella tua mente.

—————

Prendo in prestito le parole di Raimondo Venturiello per definire gli elementi essenziali della sua poetica:
È un “poiein” consapevole, ancor più da apprezzare in rapporto alla giovane età dell’Autrice, che non è mai appagata e si autoinstilla il dubbio di riuscire al meglio nell’opera di traghettare in dimensioni spazio-temporali, con la rudimentale parola, adeguati indizi dell’insondabile aspaziale e atemporale in cui vuole e sa di avventurarsi. Ansie e dubbi vengono fronteggiati da un istinto poetico che mantiene costantemente in “stand by” il proprio radar, pronto ad una gnosi di per sé sempre nuova.

————–

Nota biografica:
Anna Ruotolo è nata il 23 ottobre 1985 a Maddaloni, in provincia di Caserta.
Si è diplomata al liceo classico “G. Bruno” e frequenta la facoltà di Giurisprudenza presso la Seconda Università degli Studi di Napoli di Santa Maria Capua Vetere (CE)
Ha vinto il premio speciale del presidente al concorso internazionale giovanile “Ut pictura poesis” (2007/2008) indetto dall’associazione culturale romana L’Espressione Latina d’Italia.
Finalista al concorso nazionale di poesia “Il Fiore” (2008), è inserita nell’antologia del premio omonimo con la poesia “La luna è diversa”.
Per la sua opera, ha ricevuto una menzione d’onore al primo premio internazionale di poesia “Piero Alinari” (2009).
Suoi inediti sono apparsi sulla rivista “Poesia” di Crocetti nel numero di luglio/agosto 2009.

Sito web: www.anna-ruotolo.com
LibrAria: Book-autori

21 Commenti »


21 commenti a “Ho da scaldare – Anna Ruotolo”

  1. Top Abele Longo dice:

    L’amore come un vortice, pieghe nelle pieghe che si inseguono. Veramente un bel tocco…
    Abele

  2. Top sonia dice:

    Dopo Raimondo non mi resta che porre il mio apprezzamento per la poesia di Anna. Mi piace quel “dove ti piaceva inventarmi”, “un nome che mi hai dato…” ma l’incipit “tante piccole cose per amarti bene” equilibra il sentire.

  3. Top Patricia Panebianco dice:

    Grazie, Abele, Anna ha davvero un bel tocco, sì.

    Grazie anche a te, Sonia, e benvenuta nella mia nuova casetta :-)

  4. Top Francesca Pellegrino dice:

    Anna è straordinaria.
    E’ un cuore pronto per la poesia e la sua giovane età è davvero una bellissima promessa.
    Complimenti, Anna

    e grazie Patricia!!!

  5. Top Jules dice:

    Leggendo i vari commenti e la critica del Sig. Venturiello, non posso fare a meno di pensare al lavoro di questa “giovine poetessa” come la sfocata proiezione di quello che la sua poesia sarà (o non sarà) in un futuro indefinito. Per quanto possa essere brutta l’immagine dell’istinto poetico in stand by, penso definisca bene il lavoro che la giovine poetessa in questione svolge; giovine poetessa che in fondo non è altro che una delle tante anime gentili che in un qualsiasi momento della giornata, presa da sentimenti inceri, ne traccia la linea su di un foglio, magari guidata (per mano) dai suoi maestri, le sue letture. Vendere la propria sensibilità non basta; sopratutto quando non fa altro che specchiare il mondo idillico di marzapane in cui è calata. Forse sbaglio, forse tutti quelli che mettono penna su foglio hanno il diritto di sentirsi dei grandi, forse Anna non è una di questi e non si merita questo commento e la colpa è di questa critica sprovveduta che la spinge avanti, nella nebbia.
    Saluti
    J.

  6. Top Marzia Serra dice:

    Che bella sei Annarè!

  7. Top Patricia Panebianco dice:

    Grazie Marzia e grazie anche a Jules per il suo articolato commento ed è possibile che noi abbiamo calcato la mano sulla giovane età, dando quest’impressione, ma non si deve confondere il nostro vero stupore per una poetica così matura nonostante la giovane età, con la pacca sulla spalla ad un bravo bambino.
    Io ho seguito personalmente il percorso di Anna e il passaggio da una “poetica in stand by” (per usare le tue parole) ad un possesso pieno della parola e delle forme espressive poetiche.
    Del resto che Anna sia ormai “sbocciata” lo testimoniano numerosi eventi, fra i quali la sua presenza su “Poesia” (numero Luglio/Agosto 2009) e i risultati delle sue partecipazioni ai concorsi nazionali.
    Mi dispiace se abbiamo dato questa idea della pacca sulla spalla ad una giovane promessa: ti assicuro che Anna ha già mantenuto tutte le sue promesse e che io, per carattere notoriamente poco amabile, non sono portata per le critiche benevole.
    Grazie di avermi dato questa occasione di precisare.

  8. Top Anna R. dice:

    Grazie, Pat, per avermi ospitata nella tua nuova e bellissima ed accogliente casa. E grazie ad Abele, Sonia, Francesca e Marzia per i loro commenti sempre cari.

    Jules, la tua “sensazione” mi appare chiarissima ed apprezzo la franchezza. Vorrei poterti dire che non c’è nebbia o che questa si diraderà, vorrei poterti dire che non di solo marzapane si scrive… vorrei e non posso perchè, come dici giustamente, la mia poesia potrà essere come non potrà. Non posso nemmeno assicurarti che gli altri, se mettono penna sul foglio, non si sentono grandi. Parlo per me: io non mi sento nè piccola, nè grande. Non potrei mai attribuirmi “valore” da sola (come si fa!) Ma se la poesia mi cerca io le rispondo e se scompare non sto ad attenderla. E i commenti si meritano sempre, pur se non proprio positivi… almeno ricalcano il tempo, la pazienza e l’attenzione di chi, prima di dire, ha letto.

    Un caro saluto e ancora grazie,
    Anna

  9. Top Jules dice:

    E proprio questo che mi fa rabbia; come se oggi bastassero un paio di pagine sulla rivista di Crocetti per ricevere l’alloro. Non posso fare altro che esprimere questa costernazione, mi spiace sentire queste cose che scrivo, ma è quello che vedo se mi guardo intorno. Sicuramente faccio la figura del contestatore, ma sono troppo arrabbiato, conosco poeti bravi, che non saranno mai consumati nel fastfood della cultura italiana contemporanea. Mi scuso con Anna e con tutti quelli che si sono sentiti anche minimamente offesi, non questa la era mia intenzione.
    Buon lavoro a tutti. Ciao
    J.

  10. Top Patricia Panebianco dice:

    Grazie a te, Anna, di aver accettato.

    Jules, capisco la tua rabbia per tutti quelli che non verranno mai conosciuti, ma questo non significa che quelli a cui capita siano per principio non meritevoli.
    Tu hai espresso la tua opinione e tutte le opinioni sono valide. La mia non coincide e questo a prescindere dalla rivista che, infatti, io non avevo nominato in precedenza.
    Detto in parole povere: a me piace come scrive Anna e la ritengo una bellissima voce nella poesia attuale. Non è la sola e non faccio classifiche su chi meriti o meno gli allori e non discuto nemmeno sulle motivazioni perché sarebbero comunque soggettive, anche quelle che la “critica” ritiene oggettive, come la metrica ecc ecc.
    Il tempo confermerà se la poesia continuerà a bussare alla porta di Anna: io sono pronta a scommetterci sopra. Tutto qui.
    Grazie ancora per l’occasione di scambio.

  11. Top Anna R. dice:

    Le occasioni di scambio sono sempre arricchenti.

    Preciso una sola cosa:
    Jules, non ho ricevuto nessun alloro, nè penso succederà. La mia apparizione sulla rivista “Poesia” è stata una tale sorpresa che ancora adesso faccio fatica a crederci. Pensa, non vengo da nessuna famiglia di intellettuali, nè posso vantare pigmalioni famosi che m’abbiano aperto la strada. La mia vita ufficiale è quella dell’anonima studentessa in una facoltà dove la poesia non c’è e non potrebbe nemmeno trovare spazio.
    Fondamentalmente se dico alla maggior parte dei miei parenti che qualche mio inedito è apparso in rivista, bisogna che cominci a spiegare dal principio cosa sia una rivista letteraria.
    Una cosa sola ho fatto e con tutta la convinzione del mondo: ho preso una decina di inediti e li ho spediti ad un critico. Tutto quello che è venuto dopo è solo una “grazia” per la quale non posso sentirmi in colpa e che non posso non apprezzare con tutta me stessa.
    E se ti dico che quando mi hanno contattata per questo o quel motivo e mi sono sempre sentita dire: “noi non vi conosciamo, non vi sentiamo, la vostra scrittura (da Roma in giù) a noi non era ancora arrivata… dov’eravate? Pensare che ci sono tanti giovani che immeritatamente sono sugli scaffali delle librerie…!!!” (le cose che, poi, hai detto tu ma da un punto di vista differente) un po’ di contentezza mi ha contagiata? Ho fatto male?
    Vedi, io ero una di quelle che non aveva nome. E forse, dopo questa breve e felice parentesi, ritornerò nel più profondo anonimato. Come dice Patricia il tempo darà conferme.

    Grazie ancora per le tue impressioni e a Pat per la possibilità di poter essere qui a scrivere e dialogare con te.

  12. Top Francesca Pellegrino dice:

    Due punti
    - I mostri sacri della critica cantano le lodi, di quelli che poi diventano miti fasulli.

    - E ancora: tantissimi “poeti bravi”, come tu li chiami, io direi solo Poeti, restano in ombra, senza che nessuno dei mostri sacri della critica, ne faccia parola.

    … vedi che diciamo la stessa cosa, Jules (?)

    Per fortuna, qualche volta, non è così.
    E’ questo il caso.

    Non condivido che tu abbia scelto di parlarne a proposito di Anna, perchè Anna ha una storia ed un percorso poetico in continua crescita – vertiginosa, direi. Ed una cifra che – giornalmente – si fa sempre più sua e che è destinata a crescere ancora e a misurarsi perfettamente con gli stimoli che la vita le vorrà donare.

    Crocetti non è un arrivo – ma un inizio di straordinaria bellezza.

    Un carissimo saluto a tutti e grazie della possibilità di dialogo.

  13. Top sonia dice:

    Leggo Anna da tempo e non ho mai pensato alla sua età. Anzi, ora che questa cosa si è irrimediabilmente messa di mezzo, mi domando io cinquantenne come possa sentire queste parole così vicino alle mie corde del sentire, dalla prima volta che l’ho commentata su altro sito di scrittura. Sono immatura, io? E’ “vecchia” d’animo lei che mi colpisce ogni volta? Sostengo che
    Anna non ha età, io nemmeno.
    Però il discorso di Jules lo capisco e lo condivido. Così è anche per l’arte pittorica.
    Gli allori si comprano.
    Nel caso di Anna ci scommetto pure io, però!

    (Anna, se posso, ci ho pensato questa notte rileggendola… l’uso di “sui lobi” è molto scientifico, frena l’atmosfera creata, una grande pausa di troppo. Sarà che mi ricorda il mio lavoro in anatomia patologica…)

  14. Top Lu dice:

    Brava Patricia,
    ho avuto curiosità e ho letto, finendo poi sulla pagina di Anna – alla quale faccio i miei complimenti pochè ho apprezzato.

    Purtroppo sono di corsa, ma passo comunque spesso e volentieri da qui, in attesa di meraviglie.

    A poi,
    Lu.

  15. Top Sara Pozzato dice:

    Mi intrometto nel vostro scambio, dopo esserci capitata per caso. Non è però mia intenzione inserirmi nella vostra discussione: gli argomenti sono triti e ritriti per chi naviga giornalmente nel web “letterario” e sono pane quotidiano di piccoli poeti e non che cerchino visibilità, conferme e – a volte capita – critiche (costruttive, ovviamente). La poesia è confronto, ma anche scontro: insomma, deve parlare e far parlare. Detto questo, e riprendendo le fila del discorso, preciso che le mie righe non vogliono essere una critica ad Anna Ruotolo, che, per quanto possa valere la mia opinione, ha una voce certamente delicata. Tuttavia, mi si perdoni: si sta qui a fare grandi discorsi sulla poetica e la scrittura, sui premi e sui sogni, sulla voce e sulla cifra; ci si perde in complimenti, risposte ai complimenti, risposte alle risposte dei complimenti e non ci si accorge (o non si sa) che né e perché si scrivono con accento acuto, non con accento grave! Vi assicuro, cadono le braccia! Non sono affatto cose da poco, queste! Prima di scrivere, allora, meglio leggere con occhi attenti e studiare un pochino di grammatica, altrimenti ogni bel discorso – d’intenzioni, propositi, speranze, allori e sentimenti – perde di valore. Per chi ha fatto il classico, poi, un ripassino non dovrebbe essere un grande sforzo. No?
    Grazie a tutti per lo spazio e l’attenzione.
    Sara Pozzato

  16. Top Patricia Panebianco dice:

    Cara Sara, hai perfettamente ragione: tutte queste sono le solite cose che si vedono spesso sul web, compreso le considerazioni sull’ortografia.
    Per quanto mi riguarda, non considero mai i refusi nei commenti, perché quello che l’autore propone, da sempre, non è la sua vita personale o la sua abilità nell’uso della tastiera (chi non è esperto di computer a volte non trova nemmeno le vocali accentate e al classico si imparano ben altre cose, lo dico per esperienza), ma la propria opera e quella deve, come giustamente dici tu, essere impeccabile.
    Quello che francamente mi stupisce è tutta questa attenzione su un blog personale in cui una persona semplicemente esprime le proprie preferenze artistiche e ospita una poesia, proponendola agli amici, così come si potrebbe proporre un video di un gruppo musicale.
    In ogni caso mi fa piacere, perché il mio scopo è quello di diffondere le poesie di autori ancora poco noti e pare che questo, almeno in questo caso, mi sia riuscito.
    Grazie del tuo intervento, puntuale, gentile e attento.

  17. Top Anna R. dice:

    Carissima Sara,
    Lei ha perfettamente ragione. In effetti – e purtroppo – a scuola si impara a scrivere con la penna e, sotto la linea della biro, gli accenti sono tutti uguali, non c’è da distinguere (in questo i francesi sono avanti… ricordo ancora i compiti in classe nei quali ogni accento doveva stare al posto giusto, altrimenti erano dolori!!). Il passaggio al pc risulta difficile poiché bisogna abituarsi a “distinguere” – appunto – ed i miei amici, che bene mi conoscono, sanno che non sono propriamente una creatura amica del pc (e a questo punto sorrido).
    Ma Lei mi ha fatto riflettere (e meritavo la mazzolata!) e da oggi in poi comincerò ad allenarmi con gli accenti, alla tastiera. Promesso!
    La ringrazio per la Sua gradita lectio magistralis.

    Un caro saluto,
    Anna

  18. Top Sara Pozzato dice:

    Grazie a voi delle cortesi repliche. E’ un vero peccato rovinare l’incanto poetico per sciatteria.
    Buon lavoro, ricambiando i cari saluti.
    Sara Pozzato

  19. Top elio grasso dice:

    questi scambi di apprezzamenti e risentimenti lasciano il tempo che trovano… lasciate i poeti lavorare, lasciate in pace la poesia… quando la poesia si offre al mondo, vera, quel che accade fra gli uomini non conta più… occorre solo leggere, leggere e leggere e prendere nel proprio corpo il corpo della poesia. invece quasi tutti parlano parlano parlano e i libri di poesia restano lì, a ingiallire negli scaffali o peggio al macero. poeti giovani poeti vecchi? ma non scherziamo… crocetti sì crocetti no? ma siamo seri… niente di nuovo sotto il sole, sapete… ungaretti quasimodo e montale si odiavano per i loro rispettivi traguardi… al grande campana venne “persa” la prima stesura dei canti orfici… ebbene questo “pazzo” la riscrisse e ne fece il capolavoro del secolo italiano… quindi…

  20. Top Marco Aragno dice:

    Sì stà faciendo troppa gazzarra per nulla. Habbiamo dimenticato la poesia. Ho si riprende a parlare di versi ò teniamo un comizio sulla disposizione degli àccenti sulla tastiera del piccì. Perchè cosi non sì puo’ andare avanti!

  21. Top massimiliano dice:

    perdonate l’intrusione in qusto spazio, colgo l’occasione per complimentarmi con Anna Ruotolo, ho letto le sue poesie sulla rivista che avete citato restando folgorato dal suo ritmo, dalla forma finalmente fuori dalle righe, sono caduto dalle pagine leggendo quei versi pieni di un tempo nuovo, dal potere di evocare immagini e storia in poche parole, in una frase, finalmente un canto nuovo…e non è poco visto che cerco tra le opere di grandi scrittori questa essenza originale, che porta un profumo nuovo. complimenti davvero!!!

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