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Archivio per settembre, 2009

23 set

The day after

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Ancora attorcigliata al sonno bianco
miracolavo stimmate ché croci
non c’era più nemmeno da appoggiarle.
Non credo avrei voluto esser felice
mi avessero avvisato il giorno prima
che questa santità collaterale
ha il suono devastato del silenzio.

Sferraglia sottoterra
frullato tunnel sporco effetto cielo
in questo surrogato della fretta
che scorre verso
e la vita non ci è passata mai
fra le ginocchia che ti tieni strette
nascoste sotto il libro che non hai
sfogliato. Aspetto un fischio che ci segni
stridente il capolinea per scattare
un fotofinish a noi diretti insieme
- succedaneo d’amore -

 

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Ancora lentamente usciamo qui
in questo mondo, usciamo dalle pale
di un ventilatore, dal suo sbuffo
quando tutto il sonno dell’ospedale
raccoglie il suo silenzio
nelle sedie verdi della sala d’attesa.
Ma troppo vaghe le mani, le porte
non hanno maniglie e qualcuno fugge
nel colore delle tende, nel rosso
degli oleandri che s’accende
dal fondo dei corridoi – in penombra
se un po’ di vento riporta la vita.

 
 
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L’aspetto essenziale della poetica di Marco è il superamento della distinzione fra oggetto e soggetto e persino dello stesso concetto di correlativo oggettivo: il punto di vista si sposta attraverso le “qualità” comuni a tutti gli oggetti, la luce e il suono.
In questa poesia il veicolo è l’aria, magistralmente rappresentata da due elementi: un vento artificiale del ventilatore e il vento dell’ultimo verso, pieno di vita tanto da colorarsi del rosso degli oleandri. Altro punto di forza è lo spostamento dello sguardo sulle sedie della sala d’attesa attraverso il concentrarsi del silenzio del sonno.
Per questo motivo Marco, pur manifestando una chiara predilezione per forme e stili comuni a Montale e ai poeti lombardi, si distacca da loro per questa “vibrazione di luce”, che permette l’universalizzazione senza la rinuncia al soggetto, né il nascondimento di questo attraverso un oggetto.
Un ultimo cenno al lessico che, pur non rinunciando alla sonorità classica e alla cura, è estremamente moderno e compone spartiti musicali che oserei definire simili al jazz.

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Marco Aragno nasce il 29/01/86 a Villaricca (Na). Diplomato al liceo classico R.Cartesio di Giugliano in Campania (Na), si appassiona di poesia negli anni universitari. Attualmente laureando alla facoltà di scienze giuridiche della Seconda Università di Napoli, si è classificato terzo alla III edizione del premio Mario Luzi e terzo al poetry slam ‘Su il sipario’, tenutosi a Caserta lo scorso 17 Aprile. Attualmente presta la sua collaborazione nel blog letterario Linutile con articoli, monografie e critiche letterarie.

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Link:
Linutile
Marco Aragno su LibrAria

8 set

Familiarità



 
Passeggio spesso
col mio nulla al guinzaglio

io sto attenta a evitare
tutte le croci per terra
e lui abbaia agli incroci
a cui non ho girato

è assordante
così

il fiato dell’assenza
sempre sul collo

che poi mi rassicuro

non cambierò rumori
con la morte

dippiù?