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Gli Oleandri – Marco Aragno

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Ancora lentamente usciamo qui
in questo mondo, usciamo dalle pale
di un ventilatore, dal suo sbuffo
quando tutto il sonno dell’ospedale
raccoglie il suo silenzio
nelle sedie verdi della sala d’attesa.
Ma troppo vaghe le mani, le porte
non hanno maniglie e qualcuno fugge
nel colore delle tende, nel rosso
degli oleandri che s’accende
dal fondo dei corridoi – in penombra
se un po’ di vento riporta la vita.

 
 
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L’aspetto essenziale della poetica di Marco è il superamento della distinzione fra oggetto e soggetto e persino dello stesso concetto di correlativo oggettivo: il punto di vista si sposta attraverso le “qualità” comuni a tutti gli oggetti, la luce e il suono.
In questa poesia il veicolo è l’aria, magistralmente rappresentata da due elementi: un vento artificiale del ventilatore e il vento dell’ultimo verso, pieno di vita tanto da colorarsi del rosso degli oleandri. Altro punto di forza è lo spostamento dello sguardo sulle sedie della sala d’attesa attraverso il concentrarsi del silenzio del sonno.
Per questo motivo Marco, pur manifestando una chiara predilezione per forme e stili comuni a Montale e ai poeti lombardi, si distacca da loro per questa “vibrazione di luce”, che permette l’universalizzazione senza la rinuncia al soggetto, né il nascondimento di questo attraverso un oggetto.
Un ultimo cenno al lessico che, pur non rinunciando alla sonorità classica e alla cura, è estremamente moderno e compone spartiti musicali che oserei definire simili al jazz.

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Marco Aragno nasce il 29/01/86 a Villaricca (Na). Diplomato al liceo classico R.Cartesio di Giugliano in Campania (Na), si appassiona di poesia negli anni universitari. Attualmente laureando alla facoltà di scienze giuridiche della Seconda Università di Napoli, si è classificato terzo alla III edizione del premio Mario Luzi e terzo al poetry slam ‘Su il sipario’, tenutosi a Caserta lo scorso 17 Aprile. Attualmente presta la sua collaborazione nel blog letterario Linutile con articoli, monografie e critiche letterarie.

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Link:
Linutile
Marco Aragno su LibrAria

6 Commenti »

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6 commenti a “Gli Oleandri – Marco Aragno”

  1. Top Abele Longo dice:

    Poesia che cattura la linea d’ombra propria di un luogo come un ospedale, quella sospensione che non è solo per i malati ma anche per chi “aspetta”. Bella e originale nell’individuare/creare zone d’aria, di verde.
    Abele

  2. Top gianni montieri dice:

    intanto la poesia è splendida….poi scopro che marco (che non conoscevo) è praticamente un mio paesano, cosa chiedere di più?

    complimenti, gianni

  3. Top Stefania Crozzoletti dice:

    molto, molto bella…
    stefania

  4. Top Anna Ruotolo dice:

    complimenti davvero.

    Anna R.

  5. Top Francesca Pellegrino dice:

    il linguaggio intimista – a tratti jazz – come dice Patricia, cattura e rende una profondità particolarissima alle cornici di tutti i giorni.
    Complimenti davvero

  6. Top Chiara Vitagliano dice:

    Leggo da tempo le poesie di Marco, e ho potuto seguire da distanza abbastanza ravvicinata la sua crescita poetica: come, partendo da suggestioni montaliane, il suo stile sia andato via via maturando fino a raggiungere una connotazione decisamente personale.
    Uno dei suoi punti di forza, come ha notato Patricia nella sua attenta analisi, è la capacità di “manipolare” la luce fino a renderla un oggetto vivo nelle sue poesie, pur senza chiamarla quasi mai esplicitamente per nome. Qui appare come luce fredda abbagliante d’ospedale, si posa sul verde pallido delle sale d’attesa, indugia come un soffio di vento tra le pieghe delle tende per poi esplodere nel rosso vivo degli oleandri che si “accende” dal fondo di corridoi “in penombra”.

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