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Sulla via

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magritte3

Camminano senza fretta
i pensieri di ieri
come quando stanchi la vita
sotto due gocce di gin
e si perdono in chiacchiere
di comari alle finestre
fra un bucato e la spesa
- ho scordato una parola
alla cassa e in un lampo
già non c’era più -
Non mi trovo le mani
e ho lasciato a un incrocio
mio marito e i miei figli
sebbene non ricordi
esattamente quali
ma sono certa che c’era
un semaforo rosso
-o se non altro giallo –
e pure alcune case
ma non la mia.
Accade sempre così
fra un aulin e un ombrello
che non c’è fretta di aprirlo
tanto ti piove dentro.

10 Commenti »


10 commenti a “Sulla via”

  1. Top stefania c. dice:

    Rassegnazione e dolore camminano tenendosi per mano. All’incrocio si aggiunge lo smarrimento (di sè, degli altri)…
    e si riparte, con il dolore e la rassegnazione di sempre (“… fra un aulin e un ombrello / che non c’è fretta di aprirlo / tanto ti piove dentro”).
    Bella, Patricia.
    Un abbraccio
    stefania

  2. Top Francesca Pellegrino dice:

    quando ormai “qualcosa è cambiato”, si mette anche la fretta.
    E con la storia dell’ombrello, l’hai detta tutta la storia delle attese disattese. Ed ancora oltre.
    Bellissima, Pat
    Bellissima

  3. Top Francesca Pellegrino dice:

    pardon: “mette” = “smette”
    problema di tastiera dislessica.

  4. Top Patricia Panebianco dice:

    Grazie ragazze, vi abbraccio.

  5. Top romeo dice:

    contaminazioni Pellegrine :0)
    Poesie queste, che risaltano la forza delle donne, apparentemente sopra gli avvenimenti, come a guardarle in terza persona.
    Ho letto di te cose dentro le apparenze, da scavare, da cercare, da tenere.
    Accidenti a me, è molto bella, ma c’è come la sensazione di averla già letta.

  6. Top Patricia Panebianco dice:

    Grazie, Romeo, mi piacerebbe approfondire il tuo commento: ti sembra di averla già letta da qualche altro autore/autrice o ti sembra che l’abbia già scritta io?
    Perché le due cose sono diverse, sai, specialmente quando parli di “contaminazioni”.
    Perché, è vero, io l’ho già scritta, è vero, diversissime volte, sin dai tempi di scrivi.com e anche prima, quando non scrivevo sul web e non a caso ho messo un quadro di Magritte dove lo stesso uomo compare ed è già comparso in altri quadri, ma non è mai la stessa cosa.
    Se, invece, l’hai già letta altrove allora dimmi dove che la cancello, perché di tutto mi hanno accusato nella vita, ma mai di copiare qualcuno :-)

    Scusa la domanda, ma è importante per me.

  7. Top Francesca Pellegrino dice:

    Romeo, il tuo occhio ha visto questo, secondo me: una geografia di cose che appartengono alla stessa contemporaneità che ci condivide dentro lo stesso tempo – dentro la storia.
    E poi, il poeta.
    Magari la geografia dei lughi è la stessa, perchè il tempo che viviamo è lo stesso.
    Siamo figli della nostra era.
    Ma – e dico – ma questo non deve portare a fraintendere che si parli di due mani, due modi di sentire e dire le cose molto diversi.
    Parlo della “costruizione” dei versi, della loro ritmica, del loro battito.
    Il battito di Pat è inconfondibilmente solo Suo e con il mio c’entra davvero poco.
    Lo dico con cognizione di causa, perchè personalemte mi è capitato di avvertire “mia”, qualcosa scritta da qualcun altro.
    Ma non è assolutamente questo il caso.
    La scelta di ogni parola e di ogni sensazione attorno ad essa, ha tutta l’impronta di Patricia Panebianco.

  8. Top Francesca Pellegrino dice:

    aggiungo, per dovere di completezza, che l’unica vera contaminatrice è la vita.
    La vita. E lo trovo straordinario.

  9. Top romeo dice:

    Ciao Pat e ciao Francesca, avete ragione nel chiedere questo chiarimento.
    inizio con lo scusarmi per la precarietà del mio precedente commento.
    dunque, parlavo di tono, solo di tono, quel tono di ” inevitabile e spietato” guardato da sopra quasi, vedendo un dentro.
    Questo tono, ancora adesso, a me sembra comune, che non è niente di brutto caspita, quasi fosse una corrente, un parallelo, una maniera.
    Certamente che rimangono distinte le parole, questa a mio avviso è molto più scritta delle tue Francesca, e l’emotività ha radici più profonde delle tue che hanno l’emozione come istinto.
    Mai detto di copie o di altro, solo il tono quindi e scusatemi ancora.
    grazie a voi per questo modo corretto di confronto.
    ciao
    rome

  10. Top Patricia Panebianco dice:

    Grazie, Romeo, per la tua precisazione. Mi aveva tratto in inganno il “mi sembra di averla già letta”, ma così no, non c’è niente di male e, in effetti, molte volte io e Francesca esprimiamo lo stesso disincanto, seppure in forme diverse: io spesso in una dimensione intimistica o surrealista (o entrambe insieme) e Francesca con iper-realismo disarmante e potente.
    Ti ringrazio ancora per la tua sincerità e disponibilità.
    Patricia

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