Sulla via

Camminano senza fretta
i pensieri di ieri
come quando stanchi la vita
sotto due gocce di gin
e si perdono in chiacchiere
di comari alle finestre
fra un bucato e la spesa
- ho scordato una parola
alla cassa e in un lampo
già non c’era più -
Non mi trovo le mani
e ho lasciato a un incrocio
mio marito e i miei figli
sebbene non ricordi
esattamente quali
ma sono certa che c’era
un semaforo rosso
-o se non altro giallo –
e pure alcune case
ma non la mia.
Accade sempre così
fra un aulin e un ombrello
che non c’è fretta di aprirlo
tanto ti piove dentro.
10 Commenti »

-LibrAria-Rivista di arte e letteratura contemporanea







Pubblicato il 04 10 2009 alle 18:28 | Numero: 1
Rassegnazione e dolore camminano tenendosi per mano. All’incrocio si aggiunge lo smarrimento (di sè, degli altri)…
e si riparte, con il dolore e la rassegnazione di sempre (“… fra un aulin e un ombrello / che non c’è fretta di aprirlo / tanto ti piove dentro”).
Bella, Patricia.
Un abbraccio
stefania
Pubblicato il 04 10 2009 alle 22:14 | Numero: 2
quando ormai “qualcosa è cambiato”, si mette anche la fretta.
E con la storia dell’ombrello, l’hai detta tutta la storia delle attese disattese. Ed ancora oltre.
Bellissima, Pat
Bellissima
Pubblicato il 04 10 2009 alle 22:26 | Numero: 3
pardon: “mette” = “smette”
problema di tastiera dislessica.
Pubblicato il 05 10 2009 alle 04:30 | Numero: 4
Grazie ragazze, vi abbraccio.
Pubblicato il 05 10 2009 alle 10:43 | Numero: 5
contaminazioni Pellegrine :0)
Poesie queste, che risaltano la forza delle donne, apparentemente sopra gli avvenimenti, come a guardarle in terza persona.
Ho letto di te cose dentro le apparenze, da scavare, da cercare, da tenere.
Accidenti a me, è molto bella, ma c’è come la sensazione di averla già letta.
Pubblicato il 05 10 2009 alle 10:53 | Numero: 6
Grazie, Romeo, mi piacerebbe approfondire il tuo commento: ti sembra di averla già letta da qualche altro autore/autrice o ti sembra che l’abbia già scritta io?
Perché le due cose sono diverse, sai, specialmente quando parli di “contaminazioni”.
Perché, è vero, io l’ho già scritta, è vero, diversissime volte, sin dai tempi di scrivi.com e anche prima, quando non scrivevo sul web e non a caso ho messo un quadro di Magritte dove lo stesso uomo compare ed è già comparso in altri quadri, ma non è mai la stessa cosa.
Se, invece, l’hai già letta altrove allora dimmi dove che la cancello, perché di tutto mi hanno accusato nella vita, ma mai di copiare qualcuno
Scusa la domanda, ma è importante per me.
Pubblicato il 05 10 2009 alle 11:30 | Numero: 7
Romeo, il tuo occhio ha visto questo, secondo me: una geografia di cose che appartengono alla stessa contemporaneità che ci condivide dentro lo stesso tempo – dentro la storia.
E poi, il poeta.
Magari la geografia dei lughi è la stessa, perchè il tempo che viviamo è lo stesso.
Siamo figli della nostra era.
Ma – e dico – ma questo non deve portare a fraintendere che si parli di due mani, due modi di sentire e dire le cose molto diversi.
Parlo della “costruizione” dei versi, della loro ritmica, del loro battito.
Il battito di Pat è inconfondibilmente solo Suo e con il mio c’entra davvero poco.
Lo dico con cognizione di causa, perchè personalemte mi è capitato di avvertire “mia”, qualcosa scritta da qualcun altro.
Ma non è assolutamente questo il caso.
La scelta di ogni parola e di ogni sensazione attorno ad essa, ha tutta l’impronta di Patricia Panebianco.
Pubblicato il 05 10 2009 alle 11:34 | Numero: 8
aggiungo, per dovere di completezza, che l’unica vera contaminatrice è la vita.
La vita. E lo trovo straordinario.
Pubblicato il 05 10 2009 alle 13:10 | Numero: 9
Ciao Pat e ciao Francesca, avete ragione nel chiedere questo chiarimento.
inizio con lo scusarmi per la precarietà del mio precedente commento.
dunque, parlavo di tono, solo di tono, quel tono di ” inevitabile e spietato” guardato da sopra quasi, vedendo un dentro.
Questo tono, ancora adesso, a me sembra comune, che non è niente di brutto caspita, quasi fosse una corrente, un parallelo, una maniera.
Certamente che rimangono distinte le parole, questa a mio avviso è molto più scritta delle tue Francesca, e l’emotività ha radici più profonde delle tue che hanno l’emozione come istinto.
Mai detto di copie o di altro, solo il tono quindi e scusatemi ancora.
grazie a voi per questo modo corretto di confronto.
ciao
rome
Pubblicato il 05 10 2009 alle 13:34 | Numero: 10
Grazie, Romeo, per la tua precisazione. Mi aveva tratto in inganno il “mi sembra di averla già letta”, ma così no, non c’è niente di male e, in effetti, molte volte io e Francesca esprimiamo lo stesso disincanto, seppure in forme diverse: io spesso in una dimensione intimistica o surrealista (o entrambe insieme) e Francesca con iper-realismo disarmante e potente.
Ti ringrazio ancora per la tua sincerità e disponibilità.
Patricia