Archivio per novembre, 2009
Waterproof

Ci si sveglia di buio
vita da pochi soldi waterproof
colata dentro l’occhio e sui cuscini
che sono sempre due e non sai se sia
la cervicale storta oppure il vuoto
di un’altra testa accanto da evitare
E lo spazio non manca per le gambe
che poi quando è mattina sono forti
e un passo poi due passi e il terzo è troppo
sulle strade franate solo fiori
per le opere di bene torno dopo
tanto di tempo qui ne scorre a mari
Soltanto la tv fa l’occhio rosso
e si ama sempre per corrispondenza
foto d’annata con il rimmel giusto
mentre la pioggia ticchetta dentro casa
e nell’armadio scappano le scarpe
tacchi su tacchi potevi ballare
[potevi]
Rimane sveglio solo l’imperfetto
di fogli quasi pieni e appartamenti
quasi per due e quasi sto vivendo
quasi cammino quasi cresco un figlio
quasi poeta quasi quasi è amore
qua si muore.
Mi si strozza di gioia la mattina
sveglia in questo sensato non amore,
pane nel microonde e niente fumo
ché vivere fa male, fa morire.
I passi sono grigi e ben posati
non si muove una foglia se respiro,
non cade, figuriamoci parlare,
discutere del vento, fare amore,
ché vivere fa male, fa morire
e ho imparato il perfetto navigare
fra il mio letto, la doccia e la cucina,
ogni tanto si punta verso il nord
ma si sa che è per finta, per tornare
ché vivere fa male, fa morire.
Ma la scure che scende con le gocce
quando piove o nel bagno o nel sudore
è che quando si scalza fuori il cuore
non c’è acqua che cade che sia pianto.
(dalla raccolta Gea)

-LibrAria-Rivista di arte e letteratura contemporanea






