Archivio per gennaio, 2010
Spartito

*
In questo suono rauco di trachea
ho affogato la voce e nel torrente
hanno cantato gli anni sulle pietre
e non è più, e non è più il dolore
che infervora le dita e intorno agli occhi
sono incise le rughe e non il pianto
ma non è già, ma non è già la nota
bassa che inchioda il limite del male
e non è già il silenzio e il segno certo
è più un crocicchio d’ossa, un seme, un fiore
aperto su un inferno postdatato,
il debito di un morto e se riscuoto
mi trovo erede e pure creditore
ancora senza fiato, ancora a un braccio
dal segno della croce andate in pace.
Intanto io passeggio sugli altari
vuoti e riciclo ancora le stagioni,
il vomere scolpisce e avanza lento
solca parole, brulica la pelle
e stride nuovi salmi e li dissona
sul pubblico squarciato, sulle mani.
*Vasilij Kandinskij
Impressione 3 (Concerto) (1911).

-LibrAria-Rivista di arte e letteratura contemporanea






