Accumuli

*
Ho collezioni d’ossa nella bocca
perché non sputo mai dove ho mangiato
forse è per questo che non sento più
e ho messo i denti in cassa integrazione
nessuno ha scioperato a dire il vero
tranne il canino destro che è rimasto
con tutto quel frastuono sta impazzendo
vuole l’eutanasia per celibato.
Mi scrivono che fuori le campane
sbocciano la mattina col sorriso
sono sempre occupate come me
fra sposi funerali e santi uscenti
si deve amare il vento come viene
e dondolare via con dignità
possibilmente ben vestiti e in tono
con le stagioni in corso haute couture.
È il mestiere dei vivi defecare
continuamente i giorni e poi morire.
* Salvador Dalì, premonition of civil war 1936
2 Commenti »
Puoi lasciare una risposta utilizzando il modulo in fondo. Il trackback non è attualmente abilitato.

-LibrAria-Rivista di arte e letteratura contemporanea







Pubblicato il 28 03 2010 alle 15:24 | Numero: 1
Di amara ironica compostezza, sferza di dolore controllato quel vento, così come i tuoi versi splendidi. È una voce che arriva di toni bassi, eppure è un grido. Ciao Patricia
Pubblicato il 29 03 2010 alle 19:14 | Numero: 2
che bello: “sono sempre occupate come me fra sposi funerali e santi uscenti” e
“si deve amare il vento come viene”. Tutta la poesia mi porta a vedere, come una filastrocca, la terra dall’alto e il cielo da sotto, il racconto di una storia
in versi con un bel ritmo dal sorriso ironico.
Vincenzo