disan(n)nimare

E pensare che siamo state
sulla punta dello stesso
coltello strappate
dalla nota bruna del dolore
e ho sentito la lacrima
sfasciarsi sulle parole
friandomi la voce
Mentre adesso borbotti
alzheimer di sentimenti
stonati e asciutti
ricopiati in brutta
sugli spartiti usati
E il caffè sa di vent’anni
tostati sotto il culo
4 Commenti »
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-LibrAria-Rivista di arte e letteratura contemporanea







Pubblicato il 03 05 2010 alle 11:52 | Numero: 1
bello rileggerti…..fa male questa poesia, ma fa anche amore ed è bellissima
Pubblicato il 03 05 2010 alle 13:22 | Numero: 2
Poesia “vera”, nel contrasto liricomalinconico della prima parte e asciuttocaustico della seconda,
e’ spesso cosi’, ci vuole del tempo “tostato” per capire… ma poi e’ una grande liberazione nonostante il senso di vuoto “a perdere”…
welcome back…
abele
Pubblicato il 04 05 2010 alle 17:35 | Numero: 3
Sì, mancava il tuo stile tagliente, Pat.
Pubblicato il 18 05 2010 alle 17:47 | Numero: 4
leggere te è piacevole e dolente allo stesso tempo.
Mi sei mancata molto.
Un abbraccio,
A.