turnover

C’è un prurito di notte nelle case
affacciate di bimbi e dietro il fuoco
delle donne si spegne sulla cena.
L’indomani al mattino come sempre
fischierà il carro eterno dei gelati
mentre il tempo si svela solamente
con qualcuno che manca e qualcun altro
che fa fila al suo posto nell’attesa
di un’altra estate calda, un’altra sera
da grattare le stelle. Sempre quelle.
1 Commento »
Puoi lasciare una risposta utilizzando il modulo in fondo. Il trackback non è attualmente abilitato.

-LibrAria-Rivista di arte e letteratura contemporanea







Pubblicato il 21 07 2010 alle 23:05 | Numero: 1
Bentornata Patricia,
aspetto sempre qualcosa di nuovo da te (ma questa poesia come ho fatto a perdermela finora?!), che sei sempre più inafferrabile. Nel frattempo il mio blog a fatto in tempo a chiudere – se si esclude un fugace intermezzo pubblicato giusto stasera e di carattere prettamente personale.
Avverto una tensione stanca in quest’ultimo scritto. Ma conta il saperlo scrivere, descrivere – e tu in questo sei bravissima.
Se ancora possiedi gli scritti acerbi che ti mandai, ti prego di cestinarli. Non c’è più molto di mio in quelle cose.
Spero di non aspettare di nuovo tanto tempo per leggerti…
A poi,
Lu.