Presunta immortalità di un non vivo
È tutto uno stupirsi di colori
la salita di vita che percorro
malvolentieri il cielo mi confonde
con la signora delle pesche marce
al banchetto più avanti ma io vendo
le parole sputate sottovento
e mi mastico i denti per non dire
l’angolo ottuso dello sguardo puro
È stato il petalo di neve che è atterrato
dietro le quinte mentre andavo in scena
-ne sono certa- a stringermi la strada
oppure è stato il trillo delle foglie
a svegliare la morte per il tè
ma non so bene quando e non so come
ho comprato due fili di esistenza
e li ho passati ai ferri per mangiare
Noi ci teniamo spesso compagnia
qui sulla via del sempresenza e andiamo
sotto le strofe a bere la vergogna
di un sapore mancato di un dolore
tralasciato per fingere il disarmo
nella guerra del siamodipassaggio
È tutto uno schiantarsi di colori
vivere senzatetto in riva al mare
dove ogni goccia di morire nasce
oceani di forse rivivrò
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-LibrAria-Rivista di arte e letteratura contemporanea






