Saudade

Lenta cottura nella pelle secca
di questa strada bianca sulle ciglia
sarebbe bello anche aver creato
un bivio una cunetta un sasso in fuori
qualcosa che rimane quando passi
e lascia vie d’uscita scosse e graffi
ma
non vedo nulla con gli occhiali nuovi
e manco con i vecchi a dire il vero
Sarà che non c’è nulla da vedere
soltanto il caldo e un paio di cespugli
buoni per dare a fuoco quando arrivi
abbiamo appuntamento tu lo sai
ma non mi dici quando e non mi spieghi
che cosa resta dopo se non pietre
uguali a mille pietre cotte al sangue
e ho smesso a tempo di desiderare
giusto per non disfarmi sulla brace
Ma mi ricordo ancora della pelle
che brucia dell’assenza e non del senza
e quando è notte salto gli orologi
le ricorrenze e pure i capodanni
e penso un bacio lungo dieci vite
di labirinti sotto le magnolie
lì
dove non mi hai trovato mai
per dirmi il niente.
4 Commenti »
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-LibrAria-Rivista di arte e letteratura contemporanea







Pubblicato il 21 08 2011 alle 17:54 | Numero: 1
Ci sono due tempi in questo testo. Il primo è la volontà di dissacrare, è essere impietosi nel guardare bene ciò che non concede altre possibilità interpretative (già vagliate tutte). Il secondo è zolla arsa che cede alla polpa del ricordo più dolce e sofferto, i labirinti a farsi poi distanze nel lasciar passare una probabile ragione che non sia davvero il niente. Un bel ritorno Patricia, sono felice di leggerti di nuovo, ritrovare il timbro per me conosciuto della tua voce, personale e carica di quella densità che me la rende preziosa, sentita.
Doris
Pubblicato il 25 08 2011 alle 11:10 | Numero: 2
l’eloquenza del silenzio è una storia lunga tutte le poesia che scriverai, che scriverò.
Qui Pat, e sono sincera, non ti ho mai vista così lucida quasi. O forse, è soltanto colpa della progressiva bellezza della tua chiarezza, purezza.
Pubblicato il 01 09 2011 alle 12:05 | Numero: 3
Non chiedermi perchè ma ogni volta che torno alla poesia sento il bisogno di tornare a te. (forse per come dice Fra è l’eloquenza del silenzio che mi incatena)
Pubblicato il 01 09 2011 alle 23:07 | Numero: 4
Tu sei sempre stata la poesia dove ricominciare, se non a scrivere quanto meno a leggere.