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Gea

© – Raccolta inedita di Patricia Panebianco

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pneuma

ti potrei scrivere al contrario
tutto girato a destra dalla luna
o capovolto vigile del varco
fra quello che ti amo e quel che vado

ma resteresti sempre la carezza
del vento dei bambini quello gnomo
che non fai in tempo a stropicciarti gli occhi
e resta solo il vuoto di un sonaglio

buio

_________________

‘a trazzera

_________________

Indice

Palinsesto
Illiquida
One way ticket
The day after
in extremis
Butterfly effect
Imprinting
Colori
politically correct
SFato
Mezze stagioni
Intanto
Scoliosi
Sovrascritta
Questo tempo in ritardo (Reperti)
Diagnosi
Angels storm
True lies
Intempestiva
Nocturna
Vintage
Il tempo segreto dei semi
La vita ha gli occhi belli
spoeticando
Moire
Innaturali agonie
Avvento
Olio dell’allegria
Weltanschauung
Lo stato dell’arte
Geografie di sopravvivenza
Derby
Ponderato
SFiniti
Scenario
dis-sensi
Sui gradini
eternaddio
Storta
Un paio di occhiali
Noi si cantava ancora
Passata
bis boccia
riposo
naif
s.concerto
non chiedo mai
.ineterno.
Erosioni estive
Vite
Pellegrinaggi
Stazioni
(a)cronica
Self
make-up
Mi(o)raggio
Case d’estate (casa dei piccoli segreti)
Percezioni
Se
Saldo (Concrete in real)
Gattando
apolide
Naturali epiloghi
panteismo
Imprese a conduzione familiare
vitombre
Ammesso che
Calcolo delle probabilitÃ
Delle tue braccia il cerchio
Muri antichi
picnic sugli abissi
Disguidi
Scoglio divino
Catena di produzione
flusso
A vita
quando
Surf
ho steso lì al sole tre lame

-Palinsesto

Sono sempre stata qui
fra due spine di dita
come un eterno mozzicone
che non sai più la marca
però mi piace il sole
-questo lo so-
e le antenne sui tetti
che figliano come foglie
e chiamano il futuro
in differita ogni sera
ore venti e qualcosa
-qualche volta in replica-
ma mi piace guardarlo
retrò
fra le macchie di pelle
e i capelli di stoppa

che mi incendio ogni vita
come fosse la prima.

(21 agosto 2009)

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-Illiquida

Mi si strozza di gioia la mattina
sveglia in questo sensato non amore,
pane nel microonde e niente fumo
ché vivere fa male, fa morire.
I passi sono grigi e ben posati
non si muove una foglia se respiro,
non cade, figuriamoci parlare,
discutere del vento, fare amore,
ché vivere fa male, fa morire
e ho imparato il perfetto navigare
fra il mio letto, la doccia e la cucina,
ogni tanto si punta verso il nord
ma si sa che è per finta, per tornare
ché vivere fa male, fa morire.

Ma la scure che scende con le gocce
quando piove o nel bagno o nel sudore
è che quando si scalza fuori il cuore
non c’è acqua che cade che sia pianto.

(26/07/2009)

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-One way ticket

Sferraglia sottoterra
frullato tunnel sporco effetto cielo
in questo surrogato della fretta
che scorre verso
e la vita non ci è passata mai
fra le ginocchia che ti tieni strette
nascoste sotto il libro che non hai
sfogliato. Aspetto un fischio che ci segni
stridente il capolinea per scattare
un fotofinish a noi diretti insieme
- succedaneo d’amore -

(11 luglio 2009)

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-The day after

Ancora attorcigliata al sonno bianco
miracolavo stimmate ché croci
non c’era più nemmeno da appoggiarle.
Non credo avrei voluto esser felice
mi avessero avvisato il giorno prima
che questa santità collaterale
ha il suono devastato del silenzio.

17 giugno 2009

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-in extremis

Siamo così sfacciati
noi
a bussare alla vita
che è già notte
-e per giunta davanti
alla porta d’uscita-
per mano
io e il limone che gemma
dalla parte sbagliata.

Si fa più tardi
noi
che ci svezziamo
da seni immaginati
ma si arriva ridendo
senza dei e

con le chiavi di casa.

24 maggio 2009

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-Butterfly effect

Guardami l’ira del mondo svanita
su questo mare lucidato ad olio
che non cigolo più

tanto che potrei

persino essere ape
- o un intero alveare -
senza essermi paura

di volare.

3 maggio 2009

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-Imprinting

Ghigliottino le mani
scurrili saltimbanche
circacrobatiche madri
caprioleggianti parole

ciò che è stato già detto
preme
nelle orecchie puttane
e fischia
il dolore alle trecce
che manchi

si fa del nostro meglio
sputati nella vita
un mare dopo l’altro
e la strada
masticata di lato

ma io sono cresciuta
benelostesso
bellicapelli e marcidenti
che tanto
non c’è niente da ridere

persiste dalle dita
il vizio dei calembour
niente nasconde un delitto
più del sangue ostentato

e siamo inutili al mondo
telefoni a gettone click
inserire un’altra moneta
e non ti ho ancora detto

che io esisto

21 aprile 2009

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-Colori

Non c’è un angolo di neve sui capelli
ed è tutto il calore
che si possa sperare
col ticchettio d’inverno sotto il petto.
Intanto
sfiguro foto gialle e souvenir
e dimentico
le transumanze degli uomini
per l’erba verde degli occhi
e i cuccioli morti sul ciglio
del mio stesso burrone.
Quando nacqui ero vecchia e ogni giorno
l’erosione mi fa
terra giovane e rossa.

Fino all’osso.

7 aprile 2009

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-politically correct

è il buco grigio sul muro
in tanto giallo che canta
-ancora-
che mi dice la terra
la finita ossessiva umida
dirompenza del tempo

e intanto esplode
una sfacciata primavera
disinibita e glaciale
di vento
-come se asciugare fosse
l’unico vero obiettivo
del giorno-
dimentica del costo sulle labbra
screpolate e inutili
diversamente baciate

basterebbe in fondo
un po’ di intonaco e una mano
di colore
per saziare ogni altro
-inverno-
diversamente buono

26 marzo 2009

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-SFato

Ho due stelle sulla fronte
e un ago
conficcato
nella schiena del mondo
e se cambio la mano gracchia il cielo
dei no
ma io ometto lo sguardo
e aspiro
i miei cerchi sul nero
e non prego
mentre scorro remota pianura
e cinguetto la foce

21 marzo 2009

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-Mezze stagioni

Hai posato le mani
l’ho notato
con la coda dell’occhio
silenzioso
e non avevo visto
mai
le grandi tasche appese sul cappotto
all’occorrenza
-è stato giusto prima
delle carezze-

Avrei voluto che ci fosse il cielo
quel giorno
un albero una scimmia un gatto nero
a distrarmi
ma c’eri solo tu
che chiacchieravi
-dissolvenza educata
sull’estate-

16 marzo 2009

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-Intanto

Meno chiacchiere al dunque sulla croce
delle attese. Storicamente paga
-lo capisco-
piazzare in corner “tu starai con me”
e costa poco in cambio di fiducia
dare il regno dei cieli e non la terra
-che poi ci creda o meno non importa-
e in fondo è pure bello e molto eterno
fornire una speranza dissanguata,
ma hai mai pensato che levare un chiodo
o dare un bacio sporco di sudore
non sempre escluderebbe il paradiso
-fornito a tempo debito magari-?

Intanto che si muore, in tanto sole.

10 marzo 2009

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-Scoliosi

ragionavo
autisticamente parlando
della felicità sì no
che mi rimpiazza le vertebre

e costruivo attorno
a una costola smussata
quando mi urlasti il tempo
che non chiede ritorno
.
e io ti dissi ciao
che sembrava ti vivo
.
domani
.
di storto

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-Sovrascritta

ebbi paura
destandomi di colpo
dall’infanzia
e srotolai un tappeto
di lingua
ad accogliere i lampi
e la pioggia scrosciante
e quello strano animale
che gattona uomo

rosso di aggettivi
il cielo
è un perenne tramonto
screziato in viola dalle rime
baciate di colla
-è cieco il dolore-
e conto sugli accenti i passerotti
tornati vivi dall’inverno
-magri-

e gli angeli volano
avverbi in luogo
d’ali bruciate e do
tutti i sorrisi espressi
in splendida grafia
-ghirigori compresi-
al prezzo di un silenzio
-ho magazzini strapieni
di parole svendute-

ma c’è un angolo buio
-sempre-
ellittico risveglio
nudo rumore vento
che non si dice mai
-si muore-

5 marzo 2009

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-Questo tempo in ritardo (Reperti)

Ho trovato un bottone
fra due borse graffiate
il tappo di una penna
e il rossetto lampone

peccato

non ci sia più il cappotto
né le unghie dei gatti
e l’inchiostro è seccato
su labbra strette e mute

di baci

26 febbraio 2009

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-Diagnosi

Siamo tutti di passaggio
su una cresta arruffata
da disordini calcolati
millimetrati
-tomografia computerizzata
dell’esistere-

e l’amore è una macchia
lasciata in bocca ai chirurghi.

24 febbraio 2009

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-Angels storm

è tutto un ancheggiare nero
di alberi stanotte dentro il vento
e capelli
sugli occhi
disordinati scampoli di sbagli
-ho perso una partita di preghiere
lanciata in folle parto di parole-
e sulle ciglia stritola la sabbia
deserti di radici e sottoboschi
lamponi di dolore e muschi in colla
-non muovo i piedi e il ghibli mi randagia
sferza carezze e sibila la strada -

il giorno ha sempre i nomi controllati
da brezze illusioniste e gli indirizzi
stampati sulle buste e i francobolli
-persino-
la notte sa la posta di ritorno
timbro respinto e lava di tempesta
muove le dune e urla la pietà

-domani non saprò come ti chiami
né se per un istante almeno osasti
un nome-

21 febbraio 2009

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-True lies

Cuce frammenti di ieri la notte
due ruote di triciclo chiocchettanti
quattro ora è tardi e dieci ancora no
tre tasche di una gonna plissettata
un ciondolino e nove ci sarò.
Ha un filo rosso e l’ago più sottile
spesso si punge e il sangue si confonde
coi vetri rotti a terra ogni domani
di specchi infranti e docili sarai
che poi la notte tenera imbastisce.

15 febbraio 2009

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-Intempestiva

Mi silenzio
il colpo secco parte a bruciapelo
e mi seconda a tempo il ticchettio
scavato nel ritroso dondolare
di vasi e vene e treni su altalene
.scratch.
che cazzo di rumore fa un ricordo
sparato dritto dentro un cielo vuoto
che poi ti viene a piovere la faccia
zigzag di lampisolchi sulle labbra
.scratch.

Ho due secondi appena per vagliare
il dareavere ed essere immortale
quotata in borsa multinazionale
icona postmoderna e postprandiale
tazzina da caffè popart l’eterno
sul bordo dei fornelli resta unto
ma io poeta sarei mastro lindo

se

se non avessi

se non avessi al centro

se non avessi al centro del perfetto

cerchio cerchiato cono ellissoidale

un proiettile

e per spirare appena due secondi
.scratch.

Avevo una parola da giocare
era un bacio di lino un falco al guanto

.scratch.

5 febbraio 2009

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-Nocturna

Mi si è svegliato Dio
-persino-
allo schiamazzo di tutta questa latta
ferraglia d’ossa cave senza volo
-solo fratture-
I have
- gli ho detto-
I have a dream
-ché come tutti sanno parla inglese-
mi ha detto: studia ancora non la sai.

*

Ho un angolo di letto per posare
quattro vertebre di sole che mi ha dato
un pugno di parole indifferenti
verbi al passato e coniugo il dolore
-irregolare della prima in are-
quando conto le piume dell’insonnia

-Un giorno farò un viaggio un volo oppure
cadrò-

Lo dice il calendario delle attese
più lungo della lista di una asl:
un paio di rossi belli col cerchietto
messi a matita -prego richiamare-
e in mezzo tutto il vuoto che mi resta
polvere di bambina come scia

-un giorno ho fatto un viaggio un volo oppure
sono caduta-

*

I have
I have a dream
Sbucciarmi le ginocchia come allora.

30 gennaio 2009

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-Vintage

così mi vesto adesso
di tutto il vuoto appeso
alle grucce del tempo
e brillo fra due notti
un cielo di candele
buchi luce di cera
nell’abito che indosso

sul mio buio di seta
foulard stretto alla gola
-accessorio di sempre-

24 gennaio 2009

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-Il tempo segreto dei semi

Non è tempo di mandorli e si muore
lungo strade di pietra
sulle piaghe di caldi e di freddi
-troppi-
calpestando gli dei
e ogni scarpa trasporta sul passo
la fatica di gambe
e le gemme negli occhi che -poche-
sanno l’era del verde.

La memoria è un’impronta di bici
con le ruote sfrenate sui muri
e ossa forti
contro il domani
-ieri-

ed è ancora avvenire l’estate.

24 gennaio 2009

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-La vita ha gli occhi belli

Ciocche di mare a terra e scogli al cielo
sulla riga spartita del dolore
un taglio corto e colpi di rasoio
fra due alghe spezzate e un francobollo
- un messaggio in bottiglia fra le pietre
è solo vetro sotto i sogni nudi -

Ma l’oceano sa dire in un capello
mille scaglie di vita e nodi a miglia
di destini percorsi e di naufragi
come anelli annegati alle pupille
- la vita ha gli occhi belli amore mio
per chi non ha paura di affogare -

E scuoto il telo bianco del rimpianto
muovo le mani appena sul mio tempo
segno una croce rossa senza nome
volo di nuovo carpiandomi in un tuffo
- ché bastano le gambe per volare
e il mare aspetta il mare sa vedere -

19 gennaio 2009

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-spoeticando

è un viaggio di millepiedi
questo salire gli scalini
ogni giorno alla porta di casa
-dietro il silenzio-
e scenderli ogni giorno
-dietro il silenzio-
e non sapere le migliaia
tutte uguali di mattonelle
gialloblugialloblugialloblu

nero

17 gennaio 2009

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-Moire

(Teogonia di Esiodo)« Notte poi partorì l’odioso Moros e Ker nera
e Thanatos (morte, generò il Sonno, generò la stirpe dei Sogni;
non giacendo con alcuno li generò la dea Notte oscura;
e le Esperidi che, al di là dell’inclito Oceano, dei pomi
aurei e belli hanno cura e degli alberi che il frutto ne portano;
e le Moire e le Kere generò spietate nel dar le pene:
Cloto e Lachesi e Atropo, che ai mortali
quando son nati danno da avere il bene e il male,
che di uomini e dei i delitti perseguono;
né mai le dee cessano dalla terribile ira
prima d’aver inflitto terribile pena, a chiunque abbia peccato. »

è tutto nella seta che si annoda
persino l’albero che ancora non ho tolto
o la tazzina con i fondi gravidi
di futuri macchiati
le barche lasciate al temporale
e la giacca scomposta
che dorme sul tavolo
-non si scrive che è meglio-

è tutto nel lasciarsi andare
il prezzo della morte

10 gennaio 2009

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-Innaturali agonie

Labile nel groviglio di radici
gorgoglia la memoria di sorgente
-troppo vicino al muro non potrai
sbracciare i rami verso il tempocielo-
chiocchiola l’acqua appena un sussurrio
delle piume oscillanti al primo volo
e del cerchio degli anni che si avvolge
intorno ai tarli.

E scroscia ancora dentro la promessa
eterna delle alghe al primo giorno
nel mondo inconsapevole dell’Uomo
e del cemento spesso sul futuro.

9 gennaio 2009

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-Avvento

La filigrana rossa delle cose
si è fulminata al centro e sulla strada
mi sono persa il nesso lampeggiante
già. A picco ho sempre avuto la tua stella
cometa che ripassa ogni cent’anni
scombina le maree e prima o poi
sai che si schianta. Adesso che è mattina
Natale ride nella tazza blu
che era per te e non sei tornato mai.

21 dicembre 2008

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-Olio dell’allegria

Acciottolio dei cirri e cantilene
di barche che si accalcano nel porto,
è fresco il pesce è fresco e nelle case
un bimbo sogna in pancia alla balena.
Sara strimpella il pane con le dita
che pare sera di campane in festa.

12 dicembre 2008

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-Weltanschauung

Sono la nave
delle piccole cose
un capello un bottone staccato
le parole cadute dal tuo
labbro distratto

Solo un guscio di noce per i
tuoi occhi di pozzanghera

10 dicembre 2008

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-Lo stato dell’arte

ciglia scartavetrate
non mi guardare gli occhi

te ne concedo uno
l’altro mettilo in tasca
che pagherà il rimpianto

lui ama il rosso che sgorga
da ogni pianto negato

3 dicembre 2008

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-Geografie di sopravvivenza

Quando dicesti la neve
fra le finestre spente della bocca
si sollevò in volo migrante
l’ultimo tiepido restare.

Visto dall’alto un ghiacciaio
non è che un viaggio da fare.

29 novembre 2008

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-Derby

C’è un’aria fine dentro le mie mura
ramificano crepe senza foglie
e rimbombano agli angoli le voci
senza corpo.
C’è un che di naturale nella morte
annunciata dai piccoli incidenti:
l’intonaco che cade, il cigolio
delle porte e quest’anno le cornici
vinceranno a Natale sulle foto.

29 novembre 2008

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-Ponderato

Entra una fitta di luce dalla pioggia
il ficus ride con i denti gialli
ché nessuno lo ama già da un po’
e la clessidra sola ammutinata
gira gli anni che vanno.
Un’ombra sguscia fuori sulle punte
sgattaiola sui vetri naso in su
ma non ha più le braccia
aperte tese in alto o sulla corda
a saltagiri per sapere gli anni
che arriveranno.
È tutto in una goccia questo mare
di ieri che si infrange su di noi.

26 novembre 2008

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-SFiniti

Si è rotta la finestra del perdono
e scivolo sui torti e le ragioni
mi sanguinano i piedi.
Sapermi già fra i morti aiuterebbe
specializzati in garze e linimenti
ma qui si vive eterni di parole
sparate contro i vetri quando è sera

e non si dorme.

19 novembre 2008

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-Scenario

*
Ciarlano cinque luci nella notte
fiato sprecato di stelle
un piccolo frinire di memorie
stese sull’ultimo sogno.
*

Qui la finestra sul torrente danza
al tamburo del vento dietro i vetri
gonne di tende allunano sguaiate
sul gatto appollaiato alla finestra

e il limone fa a pugni con il sale
ché il mare ha un prezzo sempre
ed è infinito. Sul cuscino piove
tutto il tempo passato e tu ricami

col respiro il mio sole di domani.

15 novembre 2008

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-dis-sensi

smussati gli angoli degli occhi
e della bocca
si annebbiano i sospiri della luce
echi di te che sfiori lontananze

6 novembre 2008

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-Sui gradini

Sediamoci .se vuoi. sui gradini
di questa strana strada fra le pietre
e due mattoni bianchi con i nomi
che abbiamo avuto

e tacciamoci pure
tutto il bene che è stato
con le palpebre chiuse di un bacio
coniugato al passato

Ma poi torniamo ancora
a raccontarci i passi sulle scale
e risuonare di voci
antiche come le scarpe
sui tappeti di casa

La mano sulla ringhiera che aspetta
quando viene la sera

27 ottobre 2008

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-eternaddio

di tutti i tuoi futuri io saprò
soltanto legno e chiodi sulla faccia
mentre vagisce spenta dentro l’occhio
la donna che nessuno ha mai indossato

fuori misura per l’eternità

21 ottobre 2008

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-Storta

c’è una radice storta nel giardino
si abbevera di pioggia e alle stagioni
inciampa il piede
ma quando arriva agosto tintinnante
di stelle alle caviglie gli sussurra
dolce il morirsi d’aria per un angolo
di cielo

18 ottobre 2008

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_____________

-Un paio di occhiali

Ho già lasciato
la bicicletta bianca e la merenda
sbriciolata, la gonna con i fiori
azzurri e il biondo vero dei capelli

e alle stazioni mi hanno salutato
in troppi con la faccia a un’altra vita
e sulle spalle post-it già scollati
tappeti gialli stesi sull’autunno.

Adesso quando parto ho solo occhiali
ciechi come la nuca che mi guarda.

09 ottobre 2008

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-Noi si cantava ancora

Con gli occhi in alto rovesciati al Carro
nel mare nudo la notte
-dieci agosto-
eravamo scarpe
schiodate alla salita e tu battevi
le dita alla chitarra
-fotteremo il futuro-
sabbia cieca sui volti di fortuna.

Passi di granchio e morsi nella gola
il guaio della luce è che ti sveglia
feroce.

05 ottobre 2008

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-Passata

Tu scaldi
al sole che io fui
lenzuola bianche e asciughi pomodori
rossi

E ancora fra gambe
mi fruscia il vento verde
delle gonne

sfacciate le ginocchia ad incontrare
il dolore

30 settembre 2008

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-bis boccia

Ho messo troppa acqua nel mio oceano
e gli ultimi trent’anni li ho passati
a trasportare isole di zeri
per fare spazio a litri di sarò.

Mi sono trasferita l’altro ieri
nella vaschetta del mio pesce rosso
con i coralli giusti al punto giusto
finché la vita dura ci si intende

ognuno esattamente nel suo niente.

24 settembre 2008

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-riposo

è nel diniego
della magnolia al sole
che il nero delle morti
si sussurra di bianco

nel docile dolore
fra due stami
silenti

16 settembre 2008

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-naif

era nel punto cieco delle cose
percorrere di mani l’avvenire
come bambini nelle dita vergini
al dolore

se poi
fu un morso a farci impronte sopra i muri
o se fu il troppo avere – il troppo avere
visto

mi tace di rovina sulle pietre
che ho scivolato come scale in sopra
e in sotto

fino a trovare il peso di un gradino
saltato

*

ciò fu nell’aria afosa della fiaba
con i capelli appiccicati al vento
e bende di fortuna sopra gli occhi

e fu nei giochi sussurrati appena
nei passi che io conto fino a cento
e quando poi mi giro sono vecchia

*

tu solo un uomo

13 settembre 2008

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-s.concerto

certo vi sia
che mi credevo
sbrillucicando notte sulla pena
.in note sulla penna.
abusata.un.giorno.poi.sono.caduta
su una contraddizione
in fa minore

.mi credo.
quindi non sono

3 settembre 2008

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-non chiedo mai

Non ho mai chiesto
un cavallo a dondolo e un sonaglio
da dindondare
eppure
non c’era musica che amassi più
di quello scampanìo di ciglia
al tuo ondeggiare.

L’infanzia ti finisce di domande
.e muore eterna.

30 agosto 2008

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_____________

-.ineterno.

e sì che noi eravamo
incuneati fra la terra e il mare
scogli stremati e rosi sui due fianchi

eppure
adesso che mi arrendo il corpo all’acqua
e dietro appoggio al freddo del cemento

so ricordare solo le zampette
dei granchi e il tempo luce che ho tenuto
le mani di un bambino.sono il primo.
che adesso quando torna non mi trova

.così si muore.

29 luglio 2008

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_____________

-Erosioni estive

Attese accantonate all’alba afosa,
lievi languori lucidi livori,

sudati soffocati strangolati,
ogni orizzonte omesso ondivagante:
la lenta luce limpida lavora
elide, esalta, erompe estranea eco.

27 luglio 2008

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_____________

-Vite

è stato appena ieri sul balcone
quando una mano mi ha portato via
le tue radici
per solo due centimetri di spazio

e certo è inutile che oggi io ti gridi
se mai ti manco
-in mezzo a tanta terra poi si vede
soltanto un muro-

ma quello che vorrei chiedere al dio
che riempie e svuota e sceglie la misura
perché questo disordine svogliato
che lascia i vasi vacui accanto ai vecchi

destini

17 luglio 2008

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-Pellegrinaggi

Cammino il rosario del pomeriggio
Caterina barcolla la terza pancia
e Giulia ha posato
dieci chili sulla bilancia
la vecchia del bar è scomparsa
in un bottone nero del figlio
che non si vedono i denti
quando ride
e il sacchetto pesa ogni grano di più

.Eppure c’è stato un giorno
che pensavamo di andare.

c’è ancora il segno della croce
alla fermata dell’autobus
dove è morto il tempo
per aspettarti

11 luglio 2008

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_____________

-Stazioni

Il castagno affacciato
sui treni distratti
ha scordato atterriti
occhi ebrei e mille punte
di fucili buoni solo
per morire lontani.

Domani all’alba il tuo volto
sarà rugiada nel sole.

2 luglio 2008

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-(a)cronica

Faremmo presto
a chiudere i bagagli
si prende in un’occhiata
il così poco qui da trattenere
.neve oltre i vetri.

Ripiegheremmo in altre case
fiori al balcone profumo
di caffè sui tornerò
asciugamani arricciati
da sorridere sotto il naso
lenzuola fresche la sera
e gambe sazie di passi

- * -

Ma quel bianco
- oh quel bianco -
delle mani irrisolte
voce incolore
del tempo annebbiato

quel bianco come di verso
che ti grandina addosso
di terra sommersa che sogna
quando era mare

- * -

E tu urlami ancora
il silenzio di dio
nel rumore di piattini
di un tè mai consumato

.a las cinco de la tarde
non muoiono soltanto tori
o toreri.
ma la neve
la neve ci dorme
questo tempo bastardo

-*-

e non si parte
.no.
e non si torna
.ancora.

1 luglio 2008

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-Self

E ancora mi sorprendo
delle dodici candele che ho soffiato
mentre per quattro volte undici
mi ingorgo la trachea
tanto che forse è meglio
procedere a decine

e regalarti il resto

e santo cielo ricordassi un giorno
anche uno solo che valesse il prezzo
di macchie sguattere su mani fredde
e dell’aridità che sale e secca
che anche stamane ho messo un piede storto
e un ramo mi si stacca ed era morto

lo so che è tardi

Così sto concentrata sul dolore
che se mi mordo un dito mi depisto
per non sapere gli anni che non tocco
e sparo le mie impronte digitali
su fogli sporchi che mi fingo bianchi
da quando ogni parola l’ho già scritta

ed è rinuncia

Così mi porto sola un verme al nido
e pigolo con gli occhi chiusi al gelo

domani volerò

26 giugno 2008

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-make-up

se sapessi come avvolgermi
la parola sulla lingua
e circumnavigare ancora
il mio trentottesimo oceano
abbastanza distante
dal tuo parallelo

se sapessi far cadere
gocce salate di vele bianche
in tappeti di aghi sulla pineta
quando a Linguaglossa mangiavo
salsiccia nel pane e una pigna
era la vita da colorare a Natale

se sapessi dire tramonto
senza incepparmi sul declino
e diventare tristezza
di sillabe e allitterazioni
che mi cascano dai denti
pronte come sughi in scatola

sarei

il dente dell’orologio che ti batte il futuro
e la moneta che baratti con le figurine
gli occhiali dimenticati sul comodino compiacente
e la chitarra ai vent’anni di corde strangolate
un topo che si lecca i baffi sui buchi del formaggio
e l’andirivieni di piedi sul selciato
oltre le grate degli occhi cattivi

sarei

il rossetto indelebile che sfida la morte sulla tua camicia

ma io

non mi trucco mai.

21 giugno 2008

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-Mi(o)raggio

Probabilmente il punto poi si trova
esattamente al centro del compasso
fatto dalle mie gambe un piede a riva
e l’altro piede sempre in mezzo all’acqua
che mi ritorna indietro senza sbocco.

Sarà per questo poi sicuramente
che brucio tanto in forbici di dita
scrutando dentro il fumo un altro guado.

17 giugno 2008

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-Case d’estate (casa dei piccoli segreti)

Cornici
accantonate
su sogni solitari
attimi

di destino
escono
ignorati.

Porta nel cesto prugne e albicocche
il vecchio
che canta sul ciuco
canta l’estate che scrolla
ogni foglia e il domani
limoni e fichi saranno
i morsi che ho dato

senza sapermi nel tempo
e nel viaggio
già sulla schiena la soma
ridevo
e suonava segreti il balcone
tutto il giorno affacciato
in un cieco di sole.

13 giugno 2008

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-Percezioni

Il mio lato del treno
corre sempre sulla striscia
gialla
e non girano mai le rotaie
sotto i talloni educati
-mai oltrepassare.dicevi-

Però ho un sapere di mani
svelte a mille graziosi
sventolìi
e ogni dito conosce
una filosofia del morire
-ce l’ha sempre sulla punta.dell’unghia-

Mentre gli occhi sanno ciechi
il rosso dello strazio
direttamente proporzionale
alla velocità delle frecce
volti all’arco dei finestrini
-le monadi hanno solo quelli.si sa-

Ma di certo non è un caso
che il mio collo ripetente
creda solo a Zenone
e mi dica la tua bocca
ancora dietro l’orecchio

-al principio sussurra.l’addio-

11 giugno 2008

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-Se

Quando mi piovi dentro io
capriolo sui dirupi tuoi scoscesi
un bacio ieri un altro se domani

15 maggio 2008

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-Saldo (Concrete in real)

Ci sono dentro il giorno che si stende
oblunghe dita dell’inverno e spiega
notturne ciglia l’ora che consumo.
Concreto se lo devo definire
rimane il vuoto d’aria fra due mai
e il vento freddo che si ostina a bere
tutte le lacrime che io non so versare
eternamente

in
seno

respira il pianto secco dell’estate
e dentro il boccio ingenuo di una rosa
appeso al sole incerto dei futuri
lavora in tempo immobile il cemento.

15 maggio 2008

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-Gattando

Mi perdo
fra i vicoli cercando una ragione
che sta
fatta ciambella e fusa sul tuo grembo

07 maggio 2008

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-apolide

io non appartengo a nessun terreno
e le radici mi frugano fra sale e vento
dove nemmeno il mare sa arrivare

o vuole

e quando giro i rami non è al sole
che miro. mi sfiocco nella nuvola
quella sulla tua fronte quando piove

rancore

e se mi resta un petalo lo scrollo
sulle tue rime che non so scollare

nuda

22 aprile 2008

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-Naturali epiloghi

marce radici e crepitio di legna
foglie a tappeto disegno di sudario
rami contorti in foto vecchio abbraccio
al cielo

perversi si finiscono di dubbi
albero e fungo rancori in agonia
se amare è darsi o se lo è affidarsi

mentre la vita tutta si scolora

18 aprile 2008

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-panteismo

Se fosse terra o mare ad esalarmi
sospiro di pienezza rarefatta
non mi dicesti mai mentre già verde
mi rivestivi il sonno dello sguardo

e mi annegavi linfa dell’assenza.

10 aprile 2008

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-Imprese a conduzione familiare

canestro di serpi intrecciate
per culla alle mie sette vite
veleno alla sete di latte
e sibilo al sonno fa ninna.
mamma.

Ho licenziato il sole stamattina
- la luce crea l’ombra mi hanno detto
o forse l’avrò letto fra le strisce
nere del mare nero che si aggiorna -

.e letti di chiodi alla schiena.

mi ha riso raggi in faccia frantumati
vetri a dirotto in casa senza scampo
per ogni giorno un taglio sulla guancia
e in simmetria dovrei porgergli l’altra

.e nero di geni in famiglia.

ma io mi piaccio storta in controluce
dei tagli ai piedi con frammenti annessi
ché almeno ti rimane qualche cosa
dal credersi immortali all’orizzonte

.di vite a bilanci in passivo.

e pago lo spettacolo in contanti
un ciuffo di capelli un occhio spento
un battito una ruga un altro uomo
che se ne va e un altro che ritorna

.e la distanza non si colma mai.

7 aprile 2008

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-vitombre

di rabbia appesa alla lancetta scatto
denti serrati sopra il morso stretto
e sparo tutti i no che mi hai negato
sull’ombra della notte che dilegua

poi siedo vuota all’alba che tramonta
e dondolo meccanica il silenzio

01 aprile 2008

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-Ammesso che

Balze di donna inciampo alle caviglie
seni che non accogli navi e sai
le barche di parole che al passaggio
lasciano segni incisi fuori tempo

- ammesso che di tempo ci sia mai -

E di correlativi che all’oggetto
mi salvino la pelle ne ho abbastanza
così come del resto di poesia
che quando mangio mi si pianta in gola

- ammesso che io ancora mangi mai -

Se vedo il mare vedo il muro immenso
di grida silenziose in eco infranta
mi spreco alla ricerca di una sponda
dove morirmi senza più dolore

- ammesso che il dolore muoia mai -

E se mi vedo stanca fra gli a capo
mi voglio fare ancora una carezza
che sia sulla mia pelle e non su cose
in cui mi rappresento per non dire

- ammesso che io sappia dire mai –

19 marzo 2008

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-Calcolo delle probabilità

A volte ci si crede che non sia
l’ultimo giro l’ultima scommessa
ti punti una parola in mezzo al petto
e ti ci giochi tutta la poesia

ché tanto non ti serve senza vita

poi incroci il tempo e gli occhi e aspetti il segno
rami pennelli d’albero sul cielo
nuvole esplose in fiocchi sfilacciati
un gesto acerbo che ti arrivi in mezzo

a quel tuo solo esistere da solo

°

Rigiro in mano adesso quel biglietto
di sola andata e scricchiolo le suole
sul bordo giallo che non puoi passare

accodo cento lettere ai vagoni
cambio cuccette e oblitero obbediente
mi affaccio al finestrino dei saluti

e vedo solo me con gli occhi bassi
ciglia curvate ai viaggi del silenzio
e gli occhi persi insieme alle risposte

°

Se mi sapessi ruota del destino
io non mi girerei per un biglietto
ma strapperei le dita di mia madre
per ricucirmi i buchi sulla gola

e leverei le tende ai finestrini
dei treni che ho incrociato sulla strada
perché voglio vedere chi mi lascia
e leggergli la vita sulla faccia

°

Così mentre mi vedo allontanarmi
rigioco al volo l’ultima puntata

°

se sono io che vado o io che resto

17 marzo 2008

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-Delle tue braccia il cerchio

Delle tue braccia il cerchio che si allarga
non temo ma del tempo il secco scatto
che stritola l’odore della pelle
fra le ganasce dei rintocchi a morto

Così trattengo un fiato di lancette
sul segno fra due tacche di un minuto
e suono all’ora dei tuoi occhi in boccio
l’eterno evaporare dell’essenza

14 marzo 2008

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-Muri antichi

Mi parli della linea all’orizzonte
di come non si vede
più dalla strada di casa
- la mia -

di come manca l’albero all’appello
quello coi rami lunghi
che ora hai solo i segni
sullo sportello a destra

e poi mi dici
i vecchi colori del mare
quando c’erano i ricci
ancora da pescare

e lo spazio era tutto
da riempire
e anche io ero
ipotesi futura

adesso che mi muri di passato

11 marzo 2008

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-picnic sugli abissi

e se è infìdo di grembo questo mare
dolce e arricciato sulle bocche aperte
in onde che ci affondi la memoria

mi canta sulla gola una sirena
ninne d’oceano nanne e nostalgia
di me quando ero vento e fra i capelli

avevo ancora briciole di te

07/03/2008

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-Disguidi

Voleva la mia mamma
un cencio polifeste
e sono nata io multicolore
macchiata a cioccolato per natale
chiacchiere a mille in epoca di pasqua
e noci ed uva in testa a carnevale.
Assorbo tutto storto e tutto l’anno.

19 febbraio 2008

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-Scoglio divino

Ti bevo

cicuta tempo degli arrivederci
dispersi nel burrone di una ruga

e affogo i sempre sale sulla lingua
nei mai lucenti in urlo sopra il ciglio

sommersi allo sciacquio della memoria

01 febbraio 2008

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-Catena di produzione

Lola sgorgava lacrime di figlio
mai nato e Gloria si raschiava il cuore
dove si sa che l’anima ti stringe
la gola Il cielo è più scuro a Madrid

fa lividi sul viso intorno agli anni
che spingi nella metro in tutta fretta
e di ogni spalla sfiorata e di ogni incontro
- mi scusi se mi porto la sua vita -

ne nasce traccia segno segnalibro
trailer del film che stai girando ancora
È mille anni che so tutto ormai
anche che poi finito di girare

chi monta il film ti taglia come vuole

24 gennaio 2008

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-flusso

Nessun dolore all’onda che ritorna
ché mare prima era e mare è adesso
è già da tempo non è solco il legno
che di tirare reti s’è stancato

Stesso è lo scoglio nero stesso il vento
stessa la litania della risacca
senza una nota storta senza un segno
che ci stia dio da qualche parte o un cielo

.uno qualunque che puoi maledire.

Dentro le tasche del cappotto il freddo
due tessere scadute e un francobollo
ma l’indirizzo io non l’ho avuto mai

.e attendo solo che si sfianchi il mare.

10 gennaio 2008

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-A vita

e viene sempre il giorno dello specchio
quando la vita è il vetro che riflette
da te a te stesso graziacolpagrazia

passata è l’ora dei patteggiamenti
e denunciare i complici non serve
a far scontare il tempo che ti avanza

9 gennaio 2008

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-quando

quando me ne andrò
berrò l’ultima goccia
alla bottiglia
quella del vino disprezzato
e quando
io me ne andrò raccoglierò
le briciole di vita seminate
perché non siano traccia
per ritrovare strade
mai amate
e quando
io me ne andrò per quella porta
che ha un verso solo e mai
l’avrei seguito
-quando-
lascerò qui su questa steppa gialla
chiamata oro
due pomi lucidati senza impronte
sterili
come le porte che fingi di avere
sul tempo perso del non sarò mai

*

e quando me ne andrò io non sarò
parola né silenzio né più spazio
né polvere annidata alle cornici

sarò vuoto di quadro sopra un muro
che se lo copri non coincide
mai

20 dicembre 2007

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-Surf

E mi trascorre il lento sciabordio
di anni accavallati alle narici
di odori senza nome nella voce
spaccata Al centro della notte Nera

la vita

ma io

muovo nel vento al centro dentro l’onda
tavola e vela all’alba che vedevo
e ancora scorgo linea maresole
rosso di vesti e scarpe da danzare

e mani che sorride la mattina

tu chiudi gli occhi e conta
che al tre ci sono io

8 ottobre 2007

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-ho steso lì al sole tre lame

ho steso lì al sole tre lame
più tetre di trenta lamette
terzine intrecciate all’attacco
stroncate e tranciate di netto
di sangue e sudore le ho terse
in_tese sestine assestate

2007

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dippiù?